Essere sempre forti: la fatica più grande
Ci sono più considerazioni da fare dopo le prime tre giornate di campionato e una da allegare in vista della partita prestigiosa di questa sera con il Real Madrid.
Sabato abbiamo visto la prima vera dimostrazione di forza della stagione. Nella sfida con il Napoli il crinale tra vittoria e sconfitta è stato attraversato con qualche rischio, tanta sfortuna e grande coscienza dei propri mezzi, ma soprattutto una predisposizione al gioco e al risultato diversi dal modo in cui la squadra scendeva in campo la scorsa stagione.
Più di quanto fosse capitato in altri anni, nei quali l’Inter veniva accreditata come favorita del Campionato o tra le squadre più forti, quest’anno c’è la sensazione che la rosa sia davvero più forte e non solo per gli acquisti che, in fondo, hanno inciso ancora poco nel rendimento.
Stones non è titolare ma è una grande opzione per Chivu, Jones ha mostrato di avere un repertorio notevole ma anche lui sta partendo dalla panchina, Spence non si è ancora visto, Stankovic neppure.
Eppure il modo in cui scende in campo la squadra trasferisce un senso di robustezza che va oltre l’aspetto tecnico. Rispetto agli ultimi anni non ci sono scorie da smaltire, finali champions dall’esito drammatico, mondiali per club a inizio estate, giocatori che discutono tra loro, addii laceranti con gli allenatori e un nuovo tecnico giovane che deve calarsi in fretta nel ruolo.
I giocatori hanno potuto finalmente riposare fisicamente e mentalmente e la preparazione atletica, con relative amichevoli, svolta con quasi tutto l’organico, non ha registrato infortuni ed è stata svolta con una tabella finalmente ordinata. Il risultato è quello di un collettivo in salute e con un grado di consapevolezza ulteriormente cresciuto.
Questo non significa che l’Inter non abbia punti deboli. Gli affanni difensivi visti nel finale di Cagliari e nel secondo tempo col Napoli, testimoniano una superficialità nella gestione del possesso quando si subisce la pressione e una mancanza di cattiveria nella marcatura. Due gol subiti con evidenti colpe e due occasioni clamorose fallite dal Napoli lo documentano ampiamente.
Ho letto pagelle nelle quali si dava la colpa a Barella dell’errore difensivo del primo gol ma in realtà è stato l’ottimo Diouf che ha dato un pallone coi giri sbagliati al centrocampista e la palla gli è carambolata sui piedi.
Bisseck avrà sempre i suoi instancabili detrattori ma è stato ancora una volta esemplare.
Mi ha stupito anche leggere qualche insufficienza data a Zielinski, che ha dato l’impulso per la rimonta con una bella giocata in occasione del primo gol. Fatico a comprendere, considerando il livello di difficoltà del match, la partenza dalla panchina di Calhanoglu e un Sucic, compagno di reparto poco ispirato.
Un'altra valutazione va fatto sulla direzione di Sozza. Mediocre, nonostante sia stata salutata da una parte della stampa come eccellente. Siamo passati da un arbitraggio nel quale si fischiava di tutto alla permissività per ogni contatto. I tifosi sono contenti perché l’Inter ha vinto e, in generale è stata una grande partita.
Non si tratta di errori come il fallo di mano di Lobotka o la seconda ammonizione non data a Lautaro dopo l’esultanza, ma di una gestione eccessivamente muscolare, tipica di un direttore di gara debole che ruggisce in eccesso per mostrare la sua forza. Dall’utilizzo smodato del Var al nulla cosmico non è un successo. Ci vuole equilibrio, che non è una brutta parola.
Questa sera con il Real l’Inter potrebbe fare fatica a trovare immediatamente le energie nervose. Al Santiago Bernabeu la tradizione è pessima e nella storia sono state subite rimonte dall’andamento scandaloso. Tutto passato in cavalleria. Chi ha più di 40 anni ricorderà senz’altro. Più recentemente con i madridisti due sconfitte con due espulsioni che hanno condizionato le gare. Ogni volta che si gioca con gli spagnoli succede qualcosa di negativo e di questo deve tenere conto Chivu.
E’ una partita importante e se dovesse accadere che gli episodi, le provocazioni e, più banalmente, la forza di Mbappè, Vinicious, la furbizia di Mou e le qualità dell’ex Dumfries abbiano la meglio, è bene che la squadra mantenga la stessa calma vista col Napoli.
L’Inter è davvero forte ma dovrà dimostrarlo tutta la stagione.


