Baresi e il ricordo delle vittime dell'Heysel nel 1990, un gesto entrato nella storia
La data del 29 maggio 1985 resterà per sempre una ferita aperta nel cuore dei tifosi della Juventus e degli sportivi di tutto il mondo, oltre che una macchia nella storia del calcio. La tragedia dell'Heysel, che si portò via 39 vittime prima della finale di Coppa dei Campioni tra i bianconeri e il Liverpool, viene oggi ricordata con commozione ogni anno e in Italia è stata istituita ufficialmente nell'anniversario di quell'avvenimento.
Il gesto di Baresi
C'è un episodio che lega però Franco Baresi, leggendario capitano del Milan e della Nazionale scomparso oggi a soli 66 anni, sconfitto da un male incurabile, a quel ricordo e di conseguenza anche alla Juventus. Il 7 marzo 1990 il Milan era atteso a Bruxelles per affrontare il Mechelen nell'andata dei quarti di finale della Coppa dei Campioni. Prima del fischio d'inizio i rossoneri desideravano rendere omaggio alle trentanove vittime della tragedia dell'Heysel, ma le autorità belghe non autorizzarono alcuna commemorazione ufficiale. Nonostante ciò, Franco Baresi decise di non rinunciare al proprio tributo. Insieme al direttore organizzativo del Milan, Paolo Taveggia, raggiunse quella che un tempo era la "Curva Z" dello stadio di Bruxelles e vi depose un mazzo composto da trentanove rose rosse, una per ciascuna delle vittime.
Il ringraziamento da parte dei tifosi bianconeri
Quell'omaggio venne accolto con profondo rispetto anche dal popolo juventino, che non dimenticò la sensibilità dimostrata dal capitano rossonero. Qualche tempo dopo, durante una partita disputata allo stadio Comunale di Torino, la tifoseria bianconera volle ricambiare quel segno di vicinanza esponendo uno striscione destinato a entrare nella storia: "Baresi 39 volte grazie". Un messaggio che riconobbe ancora una volta in Franco Baresi non solo un campione sul campo, ma anche un simbolo di grande umanità e spessore morale.


