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tmw / inter / Che fine ha fatto?
ESCLUSIVA TMW - Scapolo, dai fasti di Bologna al sogno americano: "Da 16 anni alleno negli USA"TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 19 gennaio 2022, 12:35Che fine ha fatto?
di Gaetano Mocciaro
esclusiva

Scapolo, dai fasti di Bologna al sogno americano: "Da 16 anni alleno negli USA"

Tra gli ex calciatori che hanno cambiato vita, pur restando nel mondo del calcio c'è Cristiano Scapolo. Oggi 51enne, l'ex centrocampista di Inter, Atalanta, Bologna, Roma e Napoli - per citare le squadre più blasonate- vive e lavora negli Stati Uniti. Ai microfoni di Tuttomercatoweb ci racconta la sua storia:

Cristiano Scapolo, cosa ci fai in America?
"Mia moglie è americana. Quando ho finito la mia carriera di calciatore nel 2004 ho iniziato a lavorare per il Milan, settore giovanile. Al tempo lavoravo part-time con i rossoneri. C'era questo programma Milan Junior Camp negli USA e ho iniziato lì. Io ero già in procinto di trasferirmi in California per vivere, abbiamo creato l'AC Milan Academy, poi i rossoneri non hanno più investito e io ho preso un'altra strada".

Di cosa ti occupi ora?
"Dopo 15 anni vissuti in California, da settembre lavoro per il Cincinnati, club di MLS. Ho fatto il viceallenatore della prima squadra nel finale della stagione 2021, adesso alleno l'Under 17. La città è molto sportiva: c'è il football, il baseball e anche il calcio è molto seguito. Il club è nuovo, con grandi potenzialità: nuovo stadio, nuovo centro sportivo, nuove possibilità. Il problema è che mancano per ora i risultati e i tifosi si aspettano di meglio. Certo, a livello di pressione non possiamo compararla all'Italia: qui si sta decisamente più sereni".

Di recente l'MLS è salita all'onore delle cronache per il faraonico ingaggio di Lorenzo Insigne
"Da un acquisto così il movimento ne trae sicuramente vantaggio. Il trend in MLS è cambiato: prima si portava Beckham a fine carriera, ora si cambia. E Insigne è un giocatore nel pieno della sua carriera. Si cerca il grande nome che in Europa non è più grande, ma si guarda cosa può dare a livello rendimento".

Ibrahimovic, però, nel suo libro non ha avuto propriamente delle parole lusinghiere nei confronti della MLS
"Facciamo una distinzione. La Lega è nata 20 anni fa, non la puoi paragonare con movimenti calcistici ultracentenari. Ho lavorato anche nella nazionale giovanile engli ultiimi 6 anni e sono usciti giocatori molto interessanti: guardate McKennie, Pulisic, Dest, Reyna. Il sistema migliora, i giocatori ci sono, poi c'è la qualità data dal mix etnico: latino, afroamericano".

Cosa manca alla MLS?
"Gli allenatori bravi. Quelli in Europa sono molto preparati, qui non vedono il dettaglio come in Europa".

Nel tuo curriculum c'è un'esperienza nello staff di Jurgen Klismann nella selezione USA
"Abbiamo condiviso da calciatori l'esperienza all'Inter, ci siamo ritrovati anni dopo e io ero il suo scout. Sono stato coinvolto nelle nazionali giovanili e ho potuto vedere da vicino giocatori destinati a fare molto bene, come Giovanni Reyna".

Un nome sul quale scommettere?
"Dico il portiere del Chicago, Gabriel Slonina che per me può giocare in Europa. Ma in generale ci sono diversi elementi interessanti".

Tornando alla tua carriera da calciatore, quali sono i tuoi ricordi più belli?
"Gli anni migliori sono stati quelli di Bologna, ma anche Ravenna e Atalanta. Pur essendo un tifoso dell'Inter, dove ho avuto anche la fortuna di giocare. Anche a Napoli sono stato bene. L'unico rammarico è Roma dove non ho potuto giocare per colpa della pubalgia"

Il tecnico più importante?
"Guidolin forse è stato quello che ha dato il la alla mia carriera. Una delle persone più importanti. Anche con Ulivieri ho fatto bene a Bologna e a Napoli"

Lo Scapolo allenatore da chi ha preso ispirazione?
"Da tutti, senza dimenticare che il calcio è cambiato, è sempre in evoluzione. Quello che puoi fare è rubare dagli allenatori che hai avuto soprattutto nella gestione dei giocatori, nella comunicazione".

Possiamo considerarti ormai un americano acquisito. Nessuna nostalgia dell'Italia?
"L'Italia è sempre l'Italia, il Paese più bello al mondo. A volte mi mancano le piccole cose: il mangiare, il divertirsi".

A proposito di mangiare, le abitudini alimentari di McKennie sono saltate all'occhio. Ha ammesso che gli mancano gli hamburger. Com'è vissuto l'aspetto dell'alimentazione nello sport USA?
"L'alimentazione sta cambiando anche qui, si seguono di più le nostre abitudini. Ma quello che ha detto McKennie è la verità. All'inizio se ne vedevano di tutti i colori. Adesso ci sono molti specialisti a livello mondiale, di staff tutte le squadre professionistiche hanno il dietologo e si va verso una certa linea regolare".

Che obiettivi ti sei posto per il futuro?
"Dopo 15 anni che ho allenato i giovani, sarei pronto a fare il secondo in una MLS ed è una cosa a cui ambisco nei prossimi 5 anni. Se ci fosse l'occasione, sarei pronto".
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