Inchiesta su San Siro, preoccupazione e chi chiede di annullare la delibera: le reazioni della politica
L'edizione milanese del Corriere della Sera dedica un approfondimento sull'indagine riguardo la vendita a Milan e Inter dello stadio "Meazza" di San Siro. Già nella giornata di ieri, il Sindaco Giuseppe Sala aveva espresso la sua opinione a riguardo sottolineando come abbia operato esclusivamente per il bene della città.
Ovviamente sono arrivate le reazioni da parte di tutte le componenti politiche dalla maggioranza all'opposizione. Francesco Ascioti di Azione ha sottolineato come "un nuovo stadio era necessario. La politica sia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Esprimiamo massimo rispetto per la magistratura e per il lavoro della Procura della Repubblica pur esprimendo preoccupazione per la situazione in cui ci troviamo perché la Procura è intervenuta in quella zona grigia su cui aspettiamo ancora una risposta dal Parlamento, che da anni deve chiarire la corretta applicazione delle regole la cui violazione viene oggi contestata".
Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara di Europa Verde sottolineano invece come abbiano detto "che si trattava di un’operazione sbilanciata a vantaggio dei privati". "San Siro non è un bene qualsiasi ma un patrimonio collettivo - prosegue Giuseppe Roccisano, segretario provinciale di Sinistra Italiana - la cui gestione e destinazione sarebbero dovute essere orientate all’interesse pubblico e alla massima trasparenza". Il capogruppo di fratelli d’Italia Riccardo Truppo fine ipotizza "una mozione, che in autotutela, annulla la delibera a seguito di questi guai giudiziari".
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