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Tassotti dopo Bosnia-Italia: "Errori fatti prima, in una partita può succedere di tutto"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 15:07Serie A
di Dimitri Conti

Tassotti dopo Bosnia-Italia: "Errori fatti prima, in una partita può succedere di tutto"

Mauro Tassotti, ex difensore e oggi collaboratore tecnico del Milan Futuro, ha parlato a Sky Sport il giorno dopo la sconfitta dell'Italia in Bosnia nella finale del playoff per qualificarsi ai Mondiali: "Oggi è una brutta giornata per tutto l'ambiente calcio. Proprio oggi parlavo con i ragazzi che alleno, i 2007 e 2008 non ricordano nessun Mondiale ed è triste, perché quelli tra i 10 e i 18 anni sono gli anni più belli per goderne, prima di viverli con un altro sentimento, da adulti. Quando riduci la qualificazione a una partita, può succedere di tutto. Dovevamo cercare di non arrivare lì, dove gli episodi sono stati negativi: gli errori sono stati commessi prima. Ieri l'Italia ha fatto tantissimi minuti in inferiorità numerica e lì la partita un po' è cambiata, anche se anche in undici contro undici aveva fatto fatica". C'è il rischio disaffezione verso il calcio? "La Nazionale per questo poteva aiutare, non andare al Mondiale sarà molto negativo sotto questo aspetto. L'evento fa incollare alle tv, senza la tua nazionale magari i ragazzi faranno altro, per quanto comunque i campioni ci saranno. Lo sport italiano sta vivendo un momento felice, ma nel calcio stiamo andando al contrario. La Serie A è in un momento di down ormai lungo, dobbiamo fare qualcosa, magari cominciando dalle cose di cui si parla da tantissimo tempo, quindi gli stadi". Voi a USA '94 come avete vissuto la vostra spedizione? "Quando perdi le finali c'è sempre una grandissima delusione, anche se magari nel tempo la cosa si ribalta: sei comunque arrivato in fondo a un Mondiale. Però in quei momenti vorresti non esserci nemmeno, per la delusione che hai addosso. In realtà però è una cosa riuscita a pochi. Purtroppo ci stiamo abituando a non andare al Mondiale, prima il nostro campionato era punto d'arrivo, oggi è di passaggio. Dobbiamo ripensare e riequilibrare la Serie A, perché diventi vendibile sia per gli spettatori che per i giocatori stessi". Oggi sono 80 anni di Sacchi. "Mi è quasi dispiaciuto non aver incontrato prima in carriera uno come Arrigo. Ha fatto bene non solo a me e al Milan, ma all'intero calcio italiano, lo ha cambiato. Fino ad allora c'era un certo modo di stare in campo e giocare, soprattutto nelle coppe. È stato un grande, gli faccio tanti auguri e gli mando un grande abbraccio. Lo ringrazio ancora".