La simulazione, i fischi, il rosso e il "precedente" Beckham: perché Bastoni ora può lasciare la A
Alessandro Bastoni è tra i primi colpevoli della mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale. Il suo cartellino rosso ha inciso in modo pesantissimo nella gara a Zenica tra la nostra Nazionale e la Bosnia e il suo primo tempo di ieri sera non è stato altro che la "ciliegina" sulla torta di un periodo molto più che negativo, iniziato con la simulazione in Inter-Juventus dello scorso 14 febbraio e proseguito con i fischi presi a Lecce prima e a Como poi, da tifosi avversari che non gli avevano perdonato la sceneggiata fatta, con tanto di esultanza in faccia a Kalulu nella gara di San Siro contro i bianconeri.
I fischi e il "precedente" Beckham.
Ecco, adesso non immaginiamo neanche cosa potrà succedere nelle restanti giornate che Bastoni dovrà giocare con la maglia dell'Inter, in trasferta, in questa stagione. I fischi ci saranno ancora e ci sentiamo di dire che sarebbero giustificati. Pensiamo solo per un attimo a cosa successe a David Beckham dopo l'espulsione rimediata al Mondiale del 1998 contro l'Argentina, che costò l'eliminazione all'Inghilterra. Per mesi lo Spice Boy venne fischiato e insultato su tutti i campi di Premier League: e stiamo parlando di David Backham, non, con tutto il rispetto, di Alessandro Bastoni.
Il possibile addio alla Serie A.
Il futuro del difensore classe 1999 è segnato, inutile dire il contrario. A fine stagione lascerà l'Inter, per la sua volontà di andare al Barcellona, club con il quale ha già l'accordo, e perché la sua avventura in Serie A non può che essere giunta al capolinea. Se sarà un giocatore da top club europeo, anche all'estero, soltanto il tempo potrà dircelo. Intanto ci limitiamo a dire che il suo fallimento in questa stagione è totale. Sotto tutti i punti di vista.











