Simone Inzaghi nuovo ct dell'Italia? I pro e i contro dell'eventuale scelta
Salutato Gennaro Gattuso, che oggi si è dimesso da commissario tecnico della Nazionale italiana, è partito il toto-ct. L’orizzonte non sono tanto le due amichevoli di giugno, ma gli Europei del 2028 e, si spera, i Mondiali 2030.
Se si parla di allenatori italiani, è difficile non pensare a Simone Inzaghi. I tempi sono prematuri per tutto, figurarsi per accostare l’attuale tecnico dell’Al-Hilal alla panchina azzurra. Sarebbe ai confini del sacrilegio, però, non prendere affatto in considerazione l’idea. Ammesso che sia fattibile.
I PRO di Simone Inzaghi commissario tecnico dell'Italia - Vincente o meno, il calcio più convincente d’Italia, negli ultimi anni, lo ha proposto la sua Inter. Il 3-5-2, schierato anche da Gattuso, è un marchio di fabbrica: anche a prescindere dal modulo, se la via d’uscita dal tunnel è il gioco, Inzaghi lo fa. E poi c’è la questione partite a eliminazione diretta: a Monaco è finita malissima, ma in tutta la sua carriera il piacentino ha dimostrato di essere fenomenale nelle gare da dentro o fuori. Quelle che hanno sancito la tenebra azzurra.
I CONTRO di Simone Inzaghi commissario tecnico dell'Italia - Il primo e principale ostacolo non riguarda aspetti tecnici ma, bisogna essere onesti, economici. L’ex Inter è legato alla società di Riyadh da un contratto fino al 2027, con uno stipendio da 25 milioni di euro a stagione. Numeri del tutto impensabili per la Federcalcio. Oltre alla giovane età - potrebbe volersi confrontare con altri club prima dell’azzurro - c’è la questione quotidianità: gli automatismi del calcio di Inzaghi non si costruiscono lavorando con i giocatori dieci giorni ogni due mesi.
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