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Il tifoso più tifoso dell’Inter viene dall'Ungheria: "52 gare su 52 allo stadio, in casa e trasferta"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:00Serie A
di Giacomo Iacobellis

Il tifoso più tifoso dell’Inter viene dall'Ungheria: "52 gare su 52 allo stadio, in casa e trasferta"

Cinquantadue partite su cinquantadue. Il tifoso "più" tifoso dell’Inter si chiama Attila Sera e viene dall’Ungheria. Dalle rive del Lago Balaton fino a Lecce, passando per il Circolo Polare Artico, lo sfegatato supporter della Beneamata ha trasformato una stagione di calcio in un viaggio lungo 105 mila chilometri, fatto di autostrade notturne, voli improbabili, stazioni ghiacciate e stadi attraversati con la stessa fede addosso: quella nerazzurra. Sempre presente. Sempre lì. In casa, in trasferta, in Italia, in Europa. Ovunque l’Inter di Cristian Chivu abbia giocato, Attila c’era. Questa non è soltanto la storia di un tifoso, è la storia di uomo che ha deciso di vivere ogni singolo minuto della sua squadra del cuore. "In questa stagione l’Inter Club Ungheria compie 20 anni e volevo fare qualcosa di totalmente unico anche a livello europeo", ha raccontato Sera in esclusiva per TuttoMercatoWeb.com. "Sono partito dalla mia Ungheria per seguire l’Inter in ogni competizione e in ogni partita. Adesso siamo a cinquantadue su cinquantadue, con ancora due gare da giocare". Quando parla, Attila sorride spesso. Ma dietro quel sorriso c’è la stanchezza felice di chi ha sacrificato tempo, soldi, sonno e vita quotidiana per un’idea che molti consideravano impossibile. Eppure lui l’ha resa reale. Mentre ci sentiamo, ci manda immagini che sembrano uscite da un documentario: Attila sotto la neve norvegese a -15 gradi pochi giorni dopo il derby d’Italia contro la Juventus, e subito dopo ancora in viaggio verso Lecce, nel caldo umido del sud Italia, per una partita in cui ai tifosi ospiti era persino vietato entrare. "No, non ho assolutamente rimpianto la Norvegia", ci ricorda riferendosi alla figuraccia fatta col Bodo Glimt. "Anzi, quella è stata la settimana più avventurosa della stagione. Dal Circolo Polare Artico al sud Italia, da -15 a +15 gradi". L’eliminazione europea, però, brucia ancora. "Ha fatto molto male. Avrei voluto che l’ultima tappa della stagione di 'Ogni Volta' fosse Budapest, per la finale di Champions League", prosegue. "Ogni Volta" è il nome del progetto con cui Attila ha raccontato il suo pellegrinaggio nerazzurro. Ma dentro quel titolo c’è anche il significato più profondo della sua stagione: esserci sempre. Non una volta ogni tanto. Ogni volta, appunto. Tra le cinquantadue partite vissute dal vivo, ce ne sono tre che ancora oggi custodisce come fotografie: "Inter-Roma è stata fantastica. C’era tutta la mia famiglia, il risultato è stato incredibile e il gol di Calhanoglu indimenticabile. Poi Inter-Lazio. Proprio in quell’occasione l’Inter ha girato un film sulla mia vita e sulla stagione di 'Ogni Volta'. È stato qualcosa di davvero speciale”. E infine Inter-Parma, la notte perfetta: "Abbiamo celebrato i 20 anni dell’Inter Club Ungheria. Abbiamo ricevuto una maglia celebrativa consegnata da Toldo, Vieri, Berti e Galante. E in quella stessa partita l’Inter è diventata campione d’Italia. Cosa chiedere di più?". Per qualche ora - qui il totem interista in Ungheria si emoziona - tutto sembrava irreale: "Sembrava una favola… invece era la realtà". Sui social, intanto, Attila è diventato un simbolo. I tifosi lo taggano continuamente sotto i post dell’Inter, lo chiamano "leggenda", scrivono che meriterebbe persino una medaglia per aver vissuto dal vivo ogni minuto del Doblete nerazzurro. Dal club del presidente Marotta, però, ancora non è arrivato un contatto ufficiale. "Nessuna reazione", ammette. "Ma ho ricevuto due cose meravigliose: uno scudetto e una Coppa Italia vinti dalla nostra amata Inter. E soprattutto l’affetto delle persone: ovunque vada la gente mi ferma, vuole fare una foto con me. Tutto ciò è bellissimo, perché io sono semplicemente uno di loro". In calce alcune immagini del lungo "pellegrinaggio" sportivo di Attila Sera.