Inter, il Mondiale parlerà nerazzurro. E per Chivu può essere un rebus
Mentre i tifosi nerazzurri stanno per godersi l'estate, gran parte dello spogliatoio di Cristian Chivu si prepara a vivere un'estate tutt'altro che tranquilla. Al momento sono sei i giocatori dell'Inter che risponderanno alla chiamata dei rispettivi commissari tecnici per i Mondiali 2026, la rassegna iridata itinerante tra Stati Uniti, Canada e Messico in programma dall'11 giugno al 19 luglio. Un torneo esaltante ma che per il tecnico romeno rappresenta un rebus non da poco in ottica preparazione alla prossima stagione. Scaloni non ha ancora annunciato la lista completa, ma sicuramente ci sarà Lautaro Martinez.
Il Toro - capocannoniere del campionato e campione del mondo in carica - farà parte di un attacco stellare, anche se difendere il titolo conquistato nel 2022 non sarà affatto semplice. Dalla Francia arriva la convocazione di Marcus Thuram, il figlio d'arte che ancor di più rispetto al compagno di squadra sarà costretto a sgomitare per avere minuti in campo agli ordini di Deschamps. La Svizzera porta con sé Akanji mentre la Turchia di Montella - esattamente come ha fatto Chivu - per la regia si affiderà ad Hakan Calhanoglu. Il regista è l'uomo su cui l'ex tecnico del Milan costruisce tutto il gioco della sua nazionale, anche se la sua condizione fisica rimane un'incognita. Nell'avventura mondiale ci sono anche Sucic e Bonny, rispettivamente con la Croazia e la Costa D'avorio. Il centrocampista nell'ultima parte della stagione ha alzato il livello, mentre l'ex Parma ha avuto prestazioni altalenanti.
Il nodo principale che Cristian Chivu dovrà sciogliere riguarda i tempi di recupero. La finale del Mondiale è fissata al 19 luglio, il che significa che i giocatori impegnati fino in fondo potrebbero tornare alla base non prima della fine del mese, con pochissimo tempo per recuperare e aggregarsi alla preparazione estiva prima dell'inizio della Serie A. Storicamente, i calciatori che disputano tornei importanti in estate faticano a trovare la miglior condizione nelle prime settimane di campionato, e i dati degli ultimi anni confermano questo trend. C'è di più, perché spesso può anche esserci l'effetto contrario, con un crollo sensibile nella seconda parte del campionato, proprio nel momento clou della stagione. Starà all'allenatore nerazzurro trasformare quella stanchezza in benzina per un'altra grande stagione.
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