Lazio, Sarri: "Derby? Alle 12.30 non vengo, fossi il presidente non presenterei la squadra"
Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Mediaset, dopo la sconfitta per 0-2 nella finale di Coppa Italia contro l’Inter.
Tanta delusione, soprattutto per i due errori sui due gol?
"Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione del primo tempo perché nella ripresa perdono qualcosa di aggressività. Primo tempo molto ordinato, ma abbiamo fatto tutto da soli: la partita è diventata difficile, un paio di palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti. La partita poteva prendere una piega diversa, pur sapendo che tecnicamente loro sono più forti".
Che stato d'animo ha, il suo futuro è più in discussione?
"Del mio futuro stasera me ne importa zero, è in discussione da entrambe le parti. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto un'stato d'animo difficile. Mi dispiace per il pubblico, stasera è stato numeroso. Grande percorso, ma stasera con un po' di complicità nostra loro l'hanno vinto meritatamente".
Rovella poteva partire dall'inizio?
"Pensando a una partita lunga no, Rovella è stato fermo quasi tutto l'anno. Speravo nei 120 minuti, poi Patric a fine primo tempo aveva anche un indurimento al polpaccio".
Nel derby si aspetta di rivedere la sua Lazio?
"La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. Se subisci una palla su corner e consegni una palla all'avversario, quello ha poco di tattico. Secondo tempo più a viso aperto".
Sensazioni sulla data del derby?
"La sensazione è che lunedì vengo, domenica alle 12.30 non vengo: a quell'ora giocano loro. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega. Il Prefetto è stato chiaro, speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente, non presenterei neanche la squadra. Ci sono cinque squadre che si giocano la Champions, che vale 80 milioni, e si gioca alle 12.30? Questo non è calcio".
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