"È arrivato il fischio finale". L'Italia perde Igor Protti, lo Zar eroe di due città
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale”. Igor Protti ci ha lasciato con le sue parole, diffuse sui social network dalla famiglia dopo la scomparsa dello Zar, venuto a mancare a 58 anni dopo una lunga malattia. Meno di un mese fa, il bomber romagnolo, la cui carriera è stata legata soprattutto al Livorno e al Bari, aveva accompagnato sua figlia Noemi all’altare: “Ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo”, ha scritto lei.
Lo piange l’Italia intera, a partire dalle sue città: Livorno ha annunciato il lutto cittadino nella giornata di oggi, sabato 20 giugno, mentre a Rimini lo stadio sarà aperto domenica per il saluto pubblico, e a Bari - dove le ceneri approderanno venerdì prossimo - il sindaco Vito Leccese ha annunciato che gli sarà dedicato un luogo simbolo della città. A Cecina, dove è stata allestita la sua camera ardente, si sono alternati diversi protagonisti del calcio italiano, tra cui anche il livornese Massimiliano Allegri.
Con Protti, ci lascia uno dei più grandi bomber di provincia del calcio italiano, l’unico insieme a Dario Hubner a riuscire a laurearsi capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. Protti fu inoltre l’unico a vincere il titolo di capocannoniere della Serie A con una squadra retrocessa (il Bari), nella stagione 1995/1996, a pari merito con Giuseppe Signori. I due non furono poi convocati per Euro ’96 da Arrigo Sacchi, che preferì loro Enrico Chiesa. Di Protti restano infinite immagini: il ritorno a Livorno, dove aveva promesso di fare rientro per portare la squadra in B e riuscì a portarla in A. Ma anche il trenino del Bari, forse l’esultanza di squadra più nota nella storia del calcio.
Restano, soprattutto, le parole di chi gli ha voluto bene. “Ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo”, ha detto Aldo Spinelli, presidente del suo Livorno. Sandro Tovalieri, con cui compose una straordinaria coppia gol, ha aggiunto: “Oggi perdo un amico, ma più in generale l’Italia perde una persona straordinaria a livello umano”. Così Walter Mazzarri: “A Igor mi legava un rapporto che andava oltre il legame allenatore-giocatore”.
Altre notizie
Ultime dai canali


