Abete o Malagò? Oggi il nuovo presidente della FIGC: come funzionano le elezioni
È tutto pronto per l’elezione del nuovo presidente della FIGC. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a sfidarsi sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. L’ex presidente del CONI parte in netto vantaggio, grazie all’appoggio di quattro componenti su sei, mentre la Lega Pro (che ha 56 delegati e non 57, vista la revoca dell’assegnazione alla Ternana) non si è schierata e la Lega Nazionale Dilettanti sta con Abete, che ne è il presidente.
Come funzionano le elezioni federali
A favore di Malagò
* Serie A – 20 delegati (ogni voto vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88), 18%;
* Serie B – 20 delegati (ogni voto vale 1,548 per una somma complessiva di 30,96), 6%;
* Calciatori – 52 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 103,168), 20%;
* Allenatori – 26 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 51,584), 10%.
A favore di Abete
* LND – 99 delegati (ogni voto vale 1,772 per una somma complessiva di 175,428), 34%;
Non schierata
* Lega Pro – 56 delegati (ogni voto vale 1.105 per una somma complessiva di 61,902), 12%;
Come viene eletto il presidente? Si vota a scrutinio segreto, con un sistema elettronico. Per l’elezione del presidente è sufficiente la maggioranza semplice (cioè dei voti validamente espressi). È previsto un sistema di quorum variabili a seconda di quanti siano i candidati, per un massimo di tre scrutini. Al primo scrutinio basta la presenza del 34% degli aventi diritto al voto.
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