Castellacci su Cannavaro: "Ricorda Lippi, non capisco la poca considerazione in Italia"
L'ex medico dell'Italia, ora all'Uzbekistan con l'ex difensore, elogia il ct: "Come Marcello mette il gruppo e la squadra prima di tutto"
Intervistato da Gazzetta.it l'ex medico della Nazionale italiana Enrico Castellacci ha parlato della sua avventura al fianco di Fabio Cannavaro con l’Uzbekistan al Mondiale in corso fra Canada, Messico e Stati Uniti: “L’emozione all’esordio è stata unica, c’erano ottantamila maglie della Colombia e un migliaio con quella dell’Uzbekistan, ma essere lì all’Atzeca è stato unico, anche per quello che rappresenta per noi quello stadio. Il risultato ha fatto un po' male, non meritavamo il 3-1, ma era la nostra prima partita e ci sta l’emozione”.
Spazio poi all’elogio al ct Cannavaro: “Ho visto Fabio crescere esponenzialmente come allenatore e non capisco come in Italia non gli abbiano dato la considerazione che merita, mentre all’estero lo chiamano per ruoli importanti. - prosegue Castellacci – In lui rivedo Lippi, ha la stessa serenità, ha quel sorriso che è un lasciapassare dovunque, ed è un lavoratore infaticabile. Fino alle due di notte studia tattiche, video, strategie, avversari. Ha in testa i concetti di Lippi, soprattutto uno, il gruppo, la squadra. Marcello ha lasciato un'impronta profonda nel calcio anche in Cina, non era facile rivoluzionare il sistema lì".
Spazio poi al livello della formazione uzbeka:”I giocatori sono eccezionali, il leader è Shomurodov che tra l’altro parla benissimo l’italiano e si aggiunge al traduttore che parla anche inglese e russo. Lì tutti parlano il russo oltre all’uzbeko ovviamente. - conclude Castellacci - "Livello tecnico discreto, in crescita, con due nomi come Shomurodov, ex Roma, oggi goleador in Turchia, e Khusanov, difensore del City. Ma la nazionale è dura, rocciosa, difficile da affrontare".
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