Malagò: "È il momento delle scelte coraggiose. Venerdì vedrò Abodi e parleremo di tutto"
Il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò ha parlato a Rai Sport dopo l'elezione della giornata di oggi:
Smaltita l'emozione dell'elezione?
"Un'emozione diversa, non c'è dubbio. C'è una dinamica di sentimenti non paragonabili. Ho sentito un attestato di responsabilità che non mi era mai capitato prima".
Dopo la Fondazione Milano-Cortina, il CONI, le Olimpiadi… Il calcio ora si aspetta molto.
"L'auspicio e la speranza, quello su cui ho chiamato a raccolta chi lavora in FIGC e le varie componenti, è una sfida che non può essere vinta da solo. Non è che mettendo Malagò al posto di Gravina può cambiare qualcosa. Servono idee diverse, scelte coraggiose, l'impasse che si è creato non deve impedire di arrivare alle riforme di cui beneficerebbe l'intero movimento. Serve anche realismo, abbiamo due anni e mezzo scarsi di legislazione sportiva, è una lotta contro il tempo e intanto serve salvaguardare l'aspetto sportivo. Perché poi se non ti qualifichi al Mondiale, per esempio, vai a casa, è una legge non scritta perché la pancia del paese non può giustificarlo".
Mancini nome giusto come prossimo ct?
"Lo dico con franchezza, non ho parlato con nessuno. Sono andato in FIGC a conoscere i collaboratori, domattina vado a Losanna per il CIO. Poi inizierò a sondare, a capire. Mancini è sicuramente fra i papabili, ma ce ne sono altri. Non ho parlato con nessuno però…".
Di Mancini la preoccuperebbe la parte economica?
"C'è un tetto d'ingaggio, Gattuso su questo è stato bravo. In precedenza Spalletti, Mancini, Conte… Erano giustamente e legittimamente considerati come allenatori di club. Oggi le cose sono diverse, visto lo stato dell'arte, i bilanci e il segnale che si deve dare all'opinione pubblica. Mi auguro che arrivi qualcuno che accetti tutto questo, come ho fatto io. Circa 15 mesi fa Gravina è stato eletto col 98% dei voti e ora si è dimesso, è tutto fuori dall'ordinario. Per me bisogna andare avanti a priorità".
Quali sono?
"Occuparsi della parte sportiva, che non è solo l'allenatore ma il club Italia. Serve capire cosa consente il bilancio, quali sono gli sponsor, i diritti… Poi c'è una macchina gestionale e organizzativa su impiantistica, sgravi fiscali, scommesse…".
Baldini merita la conferma nel club Italia?
"Non ho dubbi. Sta dimostrando di fare bene. Anche qui andiamo per priorità. Baldini parte per essere l'allenatore dell'Under 21 che è una parte molto importante. Sarebbe già prestigioso andare all'Olimpiade. E' tutto un puzzle".
Venerdì vedrà Abodi…
"Mi ha fatto enorme piacere che mi abbia chiamato subito. Da parte mia non ci sono frizioni, ma credo sarà così. Nel reciproco interesse non vedo perché chi rappresenta lo sport nel governo non debba aiutare nella ripartenza del calcio italiano. Il governo dovrebbe essere in linea con quello che la gente vuole".
Si dovrà poi interfacciare con la Lega Calcio…
"Non ho questo problema, io sono figlio di una iniziativa, di una sponsorizzazione, della Lega Serie A. Se mi sono venuti a chiedere di scendere in campo e di aiutare… Siamo totalmente allineati e non mi sembra poco".
Possibile un ct straniero?
"Per un breve periodo c'è stato Herrera... Nella vita mai dire mai".
Cosa c'è al primo punto dell'agenda dell'incontro con Abodi?
"Anche per rispetto istituzionale, parlerà prima il Ministro. Ho apprezzato le dichiarazioni dopo il dl Sport con diversi temi all'ordine del giorno. Si è creata un po' di confusione sullo spostare la quota della mutualità sugli investimenti sui settori giovanili al calcio femminile. Ha spiegato che è solo una bozza tecnica e che tutto sarà chiarito, la prima domanda potrebbe andare in quella direzione. Ripeto, non vedo perché non debba esserci allineamento".
Quale sarà la prima scelta coraggiosa che farà in FIGC?
"Penso che una scelta coraggiosa potrebbe essere quella di affidare il club Italia a qualche ex calciatore. Poi come tutte le cose nella vita una cosa è l'intenzione, un'altra sono i fatti. Questo sarebbe un bel segnale, fare un passo indietro e lasciare alcune scelte a chi ha una storia di campo alle spalle".
Come si può lavorare sul calcio femminile?
"Il movimento non può riguardare solo chi è in Serie A. Io mi aspetto qualcosa di importante alle qualificazioni. Detto questo, serve allargare la base: le tesserate femminili sono circa 45 mila, ma paesi che hanno la nostra popolazione hanno da 100 mila a 300 mila tesserate. Noi abbiamo una concorrenza importante da altre discipline, come ad esempio la pallavolo che in altri paesi non esiste. Anche facendo questo lavoro, però, ci sarebbe un altro problema importante: devi creare le società, le associazioni, che sono quelle che creano le dinamiche della filiera per arrivare al calcio professionistico. E in questo senso il problema maggiore è l'impiantistica, perché non ci sono i campi. E qua l'incontro col governo sarà fondamentale".
La preoccupa la separazione traumatica con Mancini in passato?
"Tutto è un tema, tutto è un problema. Non sto spingendo in un lato o nell'altro, servono nomi e cognomi che abbiano competenze, curriculum e che accettino la situazione anche dal punto di vista dell'ingaggio. Il consenso è importante, ma è un po' meno importante rispetto alla scelta di campo che uno deve fare".
Oltre al prossimo ct, le scelte coraggiose rischiano di portare all'impopolarità...
"C'è un vantaggio: io non sono andato a cercare nessuno, non mi sono candidato. Sono venute le persone da me e oggi le componenti sono state molto leali. Abbiamo questo vantaggio, poi uno non è che deve essere irrispettoso. Quindi massimo riguardo perché tante cose sono state fatte bene, ma la gente ha bisogno di un cambiamento. Poi vedremo come farlo questo cambiamento, a partire dall'1 luglio. La stagione sportiva è già andata, servirà pianificare cosa succederà nel 2027 e nel 2028".
Per chi tifa al Mondiale?
"Io tifo per il Brasile di Carlo Ancelotti".
Che figura sarà quella del direttore tecnico?
"Le figure sono tre: presidente federale, presidente del club Italia (che fino ad oggi era Gravina) e poi c'è il direttore tecnico. Io non ho fatto riflessioni definitive, magari il presidente del club Italia sarà anche il direttore tecnico. Sarà giusto parlare col presidente del club Italia dell'altra figura. Serve storia ma anche sostanza, e gente che scelga questa filosofia come nella scelta del ct".
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