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Abodi: "Domani incontro con Malagò. Bisogna rafforzare il calcio italiano, non quello degli stranieri"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 15:05Serie A
di Daniel Uccellieri

Abodi: "Domani incontro con Malagò. Bisogna rafforzare il calcio italiano, non quello degli stranieri"

Il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi è intervenuto ai microfoni di Sky: Malagò nuovo presidente della FIGC può garantire di progettare e dare stabilità al movimento per riprendersi in chiave nazionale? "È l'auspicio di tutti noi, è il senso di una collaborazione fra le istituzione per un interesse comune. Abbiamo tutti una maglia, che è quella della nazionale, adesso vediamo di utilizzare bene, nel rispetto dei proprio ruoli, questi primi mesi che normalmente sono i mesi della luna di miele. Sono pronto ad ascoltare quello che è il programma operativo, mi aspetto qualcosa dal calcio. Vedremo cosa si potrà fare insieme". È in programma un incontro con Malagò? C'è un incontro domani in programma con il presidente Malagò, parleremo di temi che conosciamo molto bene e trattiamo da anni. Mi auguro ci siano le condizioni per fare riforme importanti". Il nuovo CT? "Quella è una prerogativa del presidente federale. Qualunque CT andrà bene, perché sarà il CT della nazionale azzurra". Come si riparte questa volta? "Credo che il nome del ct e anche del direttore tecnico siano i nomi importanti ma bisogna avere un disegno tecnico sportivo. Bisogna avere un'organizzazione che mi auguro possa essere determinata da un assetto nuovo del Club Italia col settore tecnico, Coverciano, il settore giovanile scolastico. Credo che si debba partire da qua". "È un po' come dire prima scegliamo un modulo e poi cerchiamo di metterci dentro tutti i soggetti che possono agevolarlo. Io ho detto una banalità, perché dire che bisognar partire dai programmi ritengo sia scontato. In passato si è partiti dal consenso, ovvero il 98,7%, e purtroppo i programmi non sono stati attuati. Allora io preferisco anche avere un po' meno consenso ma creare le condizioni, perché le cose che si devono fare si facciano. Adesso i numeri sono quelli che sono. Grande onore anche al presidente Abete che comunque ha cercato di fare una sua battaglia, non personale ma proprio sui contenuti, cercando di tenere aperto un dibattito che è indispensabile. Sarebbe stato una cosa negativa che dopo un fallimento, come quello del terzo mondiale, al quale non siamo andati, avessimo soltanto un candidato. Dai temi però adesso bisogna passare alle soluzioni". "Io ribadisco che per i settori giovanili, per i vivai, per i giovani italiani noi faremo la nostra parte. Ma ho bisogno di vedere quello che può fare direttamente la FIGC all'interno del Consiglio federale e quindi mi aspetto per esempio che vengano di nuovo riportati a livelli storici i premi di formazione che sono stati dimezzati. Devo spiegare che quando sono arrivato ho trovato il vincolo azzerato e l'ho portato a due anni, vedremo se portarlo anche a tre anni. Sugli stadi stiamo lavorando come non è mai successo, quindi mi auguro di non dover rispondere a domande banali in generale. Il lavoro che noi abbiamo fatto continueremo a farlo. L'obiettivo è comune, ridare dignità al calcio italiano". "Noi ci riferiamo alla federazione in quanto è garante di un'intero sistema. Il dialogo con la Serie A è indispensabile, mi sembra ci siano le condizioni, questo presidente è stato designato dalla Serie A. Mi auguro che sia stato designato per rafforzare il calcio italiano e non il calcio dei calciatori stranieri".