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Da Campioni alla Gullo-Cam, il nuovo sogno di Francesco Gullo: "Può rivoluzionare il calcio"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 10:12Serie A
di Giacomo Iacobellis

Da Campioni alla Gullo-Cam, il nuovo sogno di Francesco Gullo: "Può rivoluzionare il calcio"

La Serie A ha svelato venerdì scorso il calendario della stagione 2026-27 e le principali novità che accompagneranno il prossimo campionato. Tra le innovazioni annunciate, però, non figura la Gullo-Cam, il progetto sviluppato da Francesco Gullo, ex protagonista del reality "Campioni - Il sogno", che da anni cerca di portare nel calcio professionistico una telecamera interrata capace di offrire immagini mai viste prima. "La Gullo-Cam è la prima e unica telecamera interrata nel mondo dello sport e dello spettacolo, rigorosamente made in Italy. Io non ho inventato la telecamera in sé, ma il meccanismo che permette di farla uscire da qualsiasi terreno di gioco. L'idea è nata pensando ai calci di rigore", esordisce la star del Cervia, oggi 45enne, in esclusiva ai microfoni di TMW. "Abbiamo iniziato a testarla in un campo di periferia insieme a campioni come Simone Perrotta, Stefano Sorrentino, Davide Dionigi e Fabio Moro. Volevo mostrare alla FIFA la spettacolarità di un'inquadratura che nel calcio non esisteva: la visuale da dietro il rigorista, con la telecamera posizionata nella lunetta. Per farlo, però, dovevo prima dimostrare che il sistema fosse assolutamente sicuro". L'occasione è arrivata in Serie A, nell'aprile 2025. "Mi hanno dato la possibilità di testarla durante Monza-Napoli. In quella partita ho dimostrato che, nonostante il continuo passaggio di giocatori, guardalinee, dirigenti e di tutte le persone che gravitano tra panchina e zona corner, il meccanismo era perfettamente affidabile. In meno di un secondo, per ragioni di sicurezza, la telecamera rientra completamente sotto il terreno di gioco e scompare". Un'altra sperimentazione c'è stata poi in Serie B. "Ho testato la Gullo-Cam anche durante Padova-Pescara e per questo voglio ringraziare la Lega Serie B. In quell'occasione ho utilizzato una telecamera con uno zoom più potente e ho dimostrato che potrebbe diventare anche uno strumento utile per il VAR. In Serie B ci sono soltanto cinque telecamere, quasi tutte posizionate sullo stesso lato del campo. Una soluzione come la mia potrebbe offrire ulteriori punti di osservazione e aiutare nelle valutazioni". La sua invenzione, però, non è pensata esclusivamente per il calcio. "Ho depositato tre brevetti. La Gullo-Cam può essere utilizzata anche nel baseball, nel football americano, nel golf e in tante altre discipline. Permette di ottenere visuali che oggi lo sport non ha, perché arriva dove gli operatori e le telecamere tradizionali non possono arrivare". Nonostante i test effettuati ai massimi livelli, il progetto non ha però ancora trovato spazio stabile nel calcio italiano. "Non sono arrabbiato, sono deluso. Ringrazio enormemente la Lega Serie A, il Napoli e il Monza per l'opportunità che mi hanno dato. Però, dopo quei test, la mia idea non è mai stata realmente presa in considerazione". Secondo Gullo, alcuni segnali indicano comunque che il concetto alla base del progetto ha lasciato il segno. "Sono convinto che la Lega Serie A abbia tratto spunto dalla mia idea. Nei rigori della Supercoppa disputata in Arabia Saudita abbiamo visto per esempio una telecamera posizionata dietro il giocatore, appoggiata a terra. Nella finale di Coppa Italia, invece, sul primo gol è stata utilizzata una camera a bordocampo, tra la porta e il corner, mostrando il replay dell'esultanza da una prospettiva molto bassa. È evidente che oggi si cercano sempre di più queste visuali. La Gullo-Cam sarebbe perfetta". Perché allora il progetto non è decollato? "Probabilmente perché sono Francesco Gullo e perché il pubblico mi associa ancora alla televisione e ai reality. In Italia, quando fai un reality, spesso vieni messo da parte. Forse, non essendo un brevetto loro, in Serie A non hanno interesse a svilupparlo. Io, comunque, mi sono sempre messo a disposizione. Oggi esistono altri obiettivi commerciali e tecnologici, come la telecamera integrata negli occhiali dell'arbitro che è stata recentemente annunciata come nuovo sponsor". Archiviato il discorso Gullo-Cam, per chi tifa oggi Ciccio Gullo? "Non ho mai espresso pubblicamente il mio tifo, ma sono palermitano e tengo particolarmente al Palermo". Segue la Serie A? "Sì, e devo dire che l'Inter ha disputato una stagione straordinaria. Mister Chivu si è dimostrato un grande allenatore e lo scudetto è meritato. Ha saputo gestire il gruppo e lo spogliatoio con grande equilibrio, trasmettendo serenità sia ai giocatori sia alla stampa. Meritata anche la vittoria della Coppa Italia". Nel suo Cervia c'era qualcuno che avrebbe potuto ambire al massimo campionato? "Bobo Scandroglio aveva già avuto l'opportunità di giocare in Serie A con l'Empoli, ma se devo fare un nome dico Ciro Olivieri. Forse in televisione è stato raccontato poco. Era un esterno fortissimo, uno di quei giocatori che avrebbero potuto dire la loro in Serie A sia da difensore sia da attaccante sulla fascia". E poi un aneddoto che riguarda mister Ciccio Graziani. "Una volta andammo a giocare contro il Messina. Durante il ritiro, mister Graziani si accorse che mancavamo io, Alfieri e Moschino. Nel frattempo eravamo andati a cena al ristorante 'La Botte', a Taormina, insieme a uno dei registi del programma (ride, ndr)". Inevitabile pure un ricordo della celebre giocata di Gullo nell'amichevole tra Cervia e Milan a Monza. "Ricevetti palla, feci un tunnel a Gattuso e calciai sotto l'incrocio dei pali di Dida. Quella giocata non me l'ha insegnata nessun allenatore attraverso la tattica. L'ho imparata giocando a calcio, usando i piedi e lavorando tantissimo. Poi, ovviamente, ognuno ha il proprio talento. Se oggi fai vedere quell'azione ai ragazzi delle scuole calcio sembra qualcosa di straordinario. Invece vedono soprattutto tattica, schemi e movimenti. Si sta perdendo la fantasia che ha sempre reso grande il calcio italiano". È proprio questo, a detta di Francesco Gullo, il vero problema del nostro sistema calcistico. "Continuo a seguire il calcio anche perché, se un giorno la Gullo-Cam verrà presa in considerazione, io sarò sempre disponibile. Però il calcio italiano è calato molto. Non qualificarsi per tre Mondiali sarebbe qualcosa di vergognoso. Questo è il risultato di un lavoro insufficiente nel settore giovanile. Dobbiamo insegnare agli allenatori che l'obiettivo non è vincere i tornei Pulcini, ma insegnare ai ragazzi a giocare a calcio".