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Inghilterra-Argentina 1-2, le pagelle: Messi fa Diego a modo suo, Lautaro c'è sempreTUTTOmercatoWEB
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ieri alle 23:35Mondiali 2026
di Dimitri Conti

Inghilterra-Argentina 1-2, le pagelle: Messi fa Diego a modo suo, Lautaro c'è sempre

Grandi emozioni ad Atlanta, dove Messi e compagni si impongono in rimonta sui Tre Leoni nei minuti finali. Da Lautaro a Gordon, tutte le pagelle.
L'Argentina vince 2-1 contro l'Inghilterra e se la vedrà contro la Spagna nella finale della Coppa del Mondo 2026. Tutti i voti ai protagonisti della seconda semifinale.

Le pagelle dell'Inghilterra

Pickford 6,5 - Ci prova, a impedire che anche questa volta l'Argentina faccia la storia a spese dell'Inghilterra. Ci riesce quasi sempre, ma sul bolide di Fernandez e sulla zuccata di Lautaro anche lui deve arrendersi. James 5,5 - Ti aspetteresti di più da uno come lui, ma si limita perlopiù al compitino e al non lasciare varchi troppo ampi agli argentini. Dall'82' Burn sv. Stones 6 - Fa quel che può, risultando anche particolarmente incisivo e presente sul piano del gioco aereo. Nell'assedio finale dei sudamericani, però, non riesce a mettere ulteriori pezze. Dal 96' Toney sv. Guehi 5,5 - Meno sicuro di Stones, appare lui l'anello della catena centrale da attaccare. E non è un caso che spesso siano anche gli avversari a ricercarlo. Spence 6,5 - Prestazione più che sufficiente, ancora una volta, per una delle rivelazioni assolute di questo Mondiale. Le voci di mercato, vedendo come si è esibito anche stasera, paiono destinate ad aumentare. Dal 97' Rashford sv. Anderson 6 - Nella mediana di Tuchel c'è bisogno di saper alternare la quantità alla qualità, il neo-acquisto del Manchester City lo fa in maniera sufficiente. Rice 6 - Non è nella miglior versione possibile, ma rimane comunque un elemento sul quale l'Inghilterra si appoggia molto volentieri a centrocampo. Dall'82' O'Reilly sv. Rogers 6,5 - Il meno timido tra gli inglesi nel primo tempo, trova anche lo spazio necessario per scappare sulla destra e servire l'assist vincente per il vantaggio di Gordon. Bellingham 5 - Attesissimo, quasi alla pari di Messi, stecca l'occasione. Certo, gli argentini gli fanno capire l'antifona già dai primi istanti, con interventi molto duri che suonano come violenti avvertimenti. Lui però non si districa dal pantano. Gordon 7 - Se l'Inghilterra è andata a qualche minuto dal sogno di riportarla (la Coppa) a casa, è anche merito suo e del modo con cui va ad anticipare secco Molina, portando in vantaggio i Tre Leoni. Dal 73' Konsa 5,5 - Non entra col piglio giusto: Gonzalez gli scappa più di una volta e deve ringraziare soprattutto la sua scarsa mira, per i mancati danni. Kane 4,5 - Doveva essere tra i protagonisti di questa sfida, in molti se lo aspettavano quale vendicatore del 1986. E invece le idee degli hooligans, o di chi per loro, rimangono praticamente tutte sulla carta. Thomas Tuchel 5 - A pochi minuti dall'impresa e dalla storia, il Mondiale suo e dell'Inghilterra finisce con un boccone amarissimo da dover ingoiare. Azzecca le scelte iniziali, ma sbaglia quasi tutto nel momento in cui i Tre Leoni hanno trovato il vantaggio, contribuendo ad abbassare fin troppo il baricentro.

Le pagelle dell'Argentina

E. Martinez 6 - Probabilmente alla fine della serata avrà lavorato meno di quanto non pensasse. Kane, per esempio, non gli sporca i guanti. Lo batte Gordon da due passi: lì poteva farci poco. Molina 5 - Non può certamente essere tutta colpa sua se la Seleccion si ritrova sotto, sarebbe ingiusto ridurre il tutto così. Però il modo in cui si fa bruciare sul tempo da Gordon è abbastanza evidente. Dal 73' Montiel 6 - Da quando entra in campo, la spinta laterale degli inglesi diventa nulla. Si limita perlopiù a fare buona guardia. Romero 6,5 - Il generale della difesa di Scaloni, l'erede di Otamendi: con tanti appellativi sulla schiena, non può non guidare i suoi sul campo di battaglia. E su Kane applica una marcatura feroce, senza lasciare aria. Li. Martinez 6,5 - Tra i migliori della difesa in questo Mondiale, conferma l'ottimo stato di forma recente mettendo insieme 90 minuti più recupero di buonissimo livello, soprattutto sul piano dell'attenzione. Dal 72' Otamendi 6 - Si sistema dietro, in un momento nel quale la pressione offensiva degli inglesi porta ben pochi affanni alla retroguardia. Tagliafico 6 - Il cross di Rogers che porta alla rete del vantaggio inglese firmato Gordon parte dal suo lato, ma dopo una situazione rocambolesca in cui di responsabilità evidenti non se ne ravvedono. Fuori per l'assedio. Dall'81' La. Martinez 8 - D'accordo, il gol che porta l'Argentina in finale non ha un coefficiente di difficoltà elevatissimo, ma in certe zone devi esserci, in tali momenti. E il capitano dell'Inter si sta facendo sempre trovare. Simeone 5,5 - Preferito a sorpresa a De Paul da Scaloni, nelle fasi iniziali di guerriglia o giù di lì, la sua energia si rivela utile. Poco concreto però nella trequarti d'attacco, il match per lui finisce prima del tempo. Dal 73' De Paul 6,5 - L'assente che non ti aspettavi in distinta diventa un'arma in più per Scaloni a gara in corso. Fondamentali i suoi spunti fisici e il suo acume per tenere alto il baricentro nel finale. Paredes 6 - Ringhia su Bellingham già dal minuto uno, concludendo piuttosto miracolosamente l'incontro senza neanche un cartellino. Quanto ci si aspettava da parte sua, però, l'ha messo sul campo. Dal 64' Gonzalez 6 - Avrebbe due palloni, entrambi pennellati da Messi, per poter colpire ma difetta di precisione. Con il suo ingresso ha comunque regalato nuova linfa. Fernandez 7,5 - Tra i più feroci nel modo in cui è entrato in campo, è solo grazie al cannone che ha nel piede destro se l'Argentina può andare a giocarsi la conferma del titolo nella finale di New York. Tecnica e carattere. Mac Allister 6,5 - Estremamente sottovalutato, è il reale equilibratore dell'Argentina e l'ago della bilancia per le transizioni. Molto sfortunato, potrebbe segnare in due occasioni ma sbatte sempre sul palo. Messi 8 - I riflettori sono tutti puntati su di lui, nella notte in cui è chiamato a infilarsi sul solco storico tracciato da Maradona. Lo fa a modo suo: se Diego aveva segnato due gol, lui replica con altrettanti assist. A 39 anni. Alvarez 6 - Si sgancia molto, aprendosi rispetto alla posizione classica del centravanti. Lo fa anche per regalare maggior aria a Messi. Non c'è bisogno di una sua giocata da antologia, questa volta. Lionel Scaloni 7,5 - In conferenza stampa aveva ricordato a tutti come fosse solo una partita di calcio. Forse l'ha spiegato poco ai suoi calciatori, guerreschi già nell'approccio al tunnel e autori di un inizio durissimo. Per un'ora, quasi, prevale lo spirito sulle giocate, poi però segnano gli inglesi. Da lì, il rischio debacle si fa presente: dalla panchina, invece, trova le risorse giuste per costringere i Tre Leoni alle barricate e ribaltarla, ancora una volta, in pochi giri d'orologio. Non farà calcio champagne, ma la sua Argentina ha un cuore enorme.