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"Ho sempre sognato questo gol". Lautaro, le lacrime, l'emozione e l'ultimo passo da compiereTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 10:15Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

"Ho sempre sognato questo gol". Lautaro, le lacrime, l'emozione e l'ultimo passo da compiere

"Non lo so veramente", poi le lacrime, di gioia. Sensazioni che sono impossibili da spiegare. Lautaro Martinez ha deciso la seconda semifinale del Mondiale e nel post gara ha forse preso parte all'intervista forse più sentita della sua carriera. Si asciuga il volto, prende fiato, e prosegue, con la voce rotta e con tante pause dovute a un'emozione fortissima: "È molto toccante, è davvero molto emozionante. La prima volta che mio padre mi ha comprato un paio di scarpette... da sempre ho sognato di segnare questo gol". Poi ancora uno stop, parlare è difficilissimo per l'attaccante che con il suo colpo di testa al 92', su assist magnifico di Messi, ha portato l'Argentina in finale al Mondiale, per la seconda volta consecutiva, che si lascia andare a uno "scusami" nei confronti del giornalista che lo stava intervistando pochi minuti dopo la gara tra Argentina e Inghilterra.

Lacrime che valgono più di mille parole

Un Lautaro così non lo avevamo mai visto, neanche all'Inter. Ma la Nazionale argentina, questa selezione, la Scaloneta, ha un qualcosa di magico. E si vede. L'intervista prosegue e mentre Lautaro prende fiato ecco che il giornalista nomina Bahia e la famiglia del numero 22 dell'albiceleste. Un respiro, poi altre parole: "Per mia madre che dal giorno in cui sono andato al Racing non ha smesso mai di fare il mio letto e questo vale più di un gol per me, più di una finale. Ci sono entrambi i miei figli qui, mi hanno cambiato la vita, sono cambiato io da quando sono nati. Mi godo tutto questo".

L'ultimo passo, il più difficile

Adesso l'Argentina proverà a fare ciò che nella storia è riuscito solo a Italia (1934 e 1938) e Brasile (1958 e 1962): riuscire a difendere il titolo vinto quattro anni prima. Di fronte ci sarà la Spagna, non certo un cliente semplice da battere, ma la forza del gruppo di Scaloni non ha limiti e non ci sarà una favorita.