Barella: "Da quando sono all'Inter siamo obbligati a vincere. Champions? Resta il sogno"
Nicolò Barella fissa gli obiettivi dell'Inter per la prossima stagione, parla del sogno Champions e racconta come ha superato il momento più difficile.
L'Inter riparte con le stesse ambizioni di sempre. Nicolò Barella, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato degli obiettivi della squadra di Cristian Chivu, tornando anche sulla delusione per la Champions League e sul periodo complicato vissuto dopo la mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale. Guardando alla prossima stagione, Barella non nasconde le ambizioni del gruppo: "Da quando sono arrivato all'Inter, quindi prima con Conte, poi con Inzaghi e ora con Chivu, l'obiettivo è sempre stato vincere. Poi ci sono stati anni in cui siamo stati più bravi e altri meno. Quest'anno è uguale. Ciò che cambia è che l'anno scorso abbiamo vinto campionato e Coppa Italia e ora per fare bene dobbiamo vincere di nuovo entrambi più la Supercoppa, oltre che cercare di fare meglio in Champions. Sarà difficile, ci vorranno tante energie, però i nostri obiettivi sono quelli".
Barella sulla Champions League
Parlando della Champions League, il centrocampista aggiunge: "Rispondo con un'altra parola: sogno. Esserci arrivati due volte vicino e non essere riuscito a toccarla non mi è mai andato giù. È un pensiero costante, ma sappiamo che, come ha detto anche il presidente Marotta, noi rispetto ad altre squadre che spendono centinaia di milioni sul mercato dobbiamo sempre fare uno sforzo in più. E l'abbiamo fatto, con il nostro gioco, le nostre idee e la voglia di arrivare. L'abbiamo sfiorata due volte, speriamo che arrivi una terza occasione e che sia quella buona"."Ho smesso di tenermi tutto dentro"
Barella ripercorre poi il momento di flessione vissuto nella scorsa stagione: "Quel filotto arrivava dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Quando tocchi il fondo, e per me era la seconda volta che perdevo un playoff, puoi soltanto risalire. Mi sono passati vari pensieri per la testa. Poi insieme agli altri abbiamo provato a pensare positivo. Io, senza più tenermi tutto dentro, ho capito che non dovevo farmi condizionare da quello che era successo per quanto brutto fosse stato e mi sono rimboccato le maniche dopo quei mesi in cui venivo dalla finale di Champions persa e poi dalla delusione Mondiale". Infine, il centrocampista sottolinea l'importanza del sostegno ricevuto dal gruppo nerazzurro: "Dopo quella sosta ho segnato alla Roma. L'abbraccio dei compagni, la loro felicità e io che tornavo a sorridere... Tutto questo mi ha fatto fare quel 'clic'".Altre notizie
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