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Barella: "Inter, resto a vita. Sogno la Champions e voglio il record di presenze con questa maglia"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 10:03Primo piano
di Marco Lavatelli
per Linterista.it

Barella: "Inter, resto a vita. Sogno la Champions e voglio il record di presenze con questa maglia"

Nicolò Barella è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport dal ritiro dell'Inter in Germania: "Cosa ci sta chiedendo Chivu? Di migliorarci ancora di più rispetto all’anno scorso. Vogliamo riprendere come abbiamo finito, quindi giocando il nostro miglior calcio. È un ritiro intenso. C’è chi lo vive meglio, chi si stanca un po’ di più, chi ha bisogno di più tempo per trovare la condizione perfetta

E a lei?

Di dare una mano alla squadra con le mie caratteristiche. Ora che manca Lauti, che avevo sentito prima della finale, anche di farmi sentire un po’ di più, di fare un po’ il capitano. Dal primo giorno che il mister è arrivato mi ha sempre dato fiducia e trattato in una maniera incredibile

Ha vissuto tante vite all’Inter: era il giovane da scoprire, è diventato la rivelazione, poi pilastro e infine vice capitano. Questa, in vista della prossima stagione, che fase è? 

"Vado verso un’annata in cui cerco di sviluppare un gioco un po’ diverso, dato che il mio corpo ogni tanto risponde in maniera differente. Sto provando a giocare un calcio un po’ più 'furbo' in termini di gestione, più conservativo. Il nostro modo di giocare, con i quinti che ci aiutano a buttarci avanti, me lo permette. Ho 29 anni e non più 23 come quando sono arrivato". 

Questa età ma soprattutto i sette anni all’Inter la rendono un punto di riferimento. Come è essere visto come un esempio? 

"I 'grandi' devono esserlo sempre, ma anche i giovani possono. È una questione di lavoro, di mettersi al servizio della squadra. A prescindere. Io non sento di dover essere per forza un riferimento ma se qualcuno ha piacere di parlare con me sono contento. Quindi non so se 'esempio' sia la parola giusta, magari più fonte di ispirazione per la mia carriera qui". 

Se le dico Champions League, qual è il primo pensiero?

"Rispondo con un’altra parola: sogno. Esserci arrivato due volte vicino e non essere riuscito a toccarla è qualcosa che non mi è mai andato giù. È un pensiero costante ma sappiamo che, come ha detto anche il presidente Marotta, noi rispetto ad altre squadre che spendono centinaia di milioni sul mercato dobbiamo sempre fare uno sforzo in più. E l’abbiamo fatto, con il nostro gioco, le nostre idee e la voglia di arrivare. L’abbiamo sfiorata due volte, speriamo che arrivi una terza occasione e che sia quella buona". 

È diventato tutto quello che voleva essere per l’Inter? 

"Non ho mai pensato di diventare il giocatore che ha fatto più assist nella storia dell’Inter, però lo sono diventato. Non ho mai pensato nemmeno di diventare vice capitano. Però se mi chiedi se era quello in cui speravo dico sì. Come vorrei diventare ad esempio il calciatore con più presenze con questa maglia, ma non ci penso. Quando sono arrivato qui mi sono solo detto: vado a giocare nell’Inter per dare tutto e vincere tutto. Potevo fare ancora meglio, ma sono orgoglioso del percorso fin qui". 

Quindi immagina di chiudere la carriera qui? 

"Sì. Poi dipende da quanto invecchio velocemente".