Napoli, De Laurentiis: "Senza stadio non possiamo lottare con Inter e Milan". Poi si commuove
Il presidente del Napoli ha parlato della difficoltà che sta incontrando: il presidente della Regione e il sindaco vogliono ristrutturare il Maradona.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle nuove maglie del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha parlato del gap sugli stadi che registriamo in Italia: “Cari sindaco e presidente Fico, la mia ultima esperienza negli Stati Uniti mi ha portato negli stadi americani. Io non ero molto fiducioso, anche perché Infantino non è che mi avesse convinto molto. Prezzi molto alti, stadi adattati perché lì si giocano altri sport, ma io ho visto due partite dal vivo, oltre alle altre partite viste in tv a Los Angeles. Sono andato allo stadio, da circa 90 mila posti. Ho visto una partita della Svizzera, contro la Bosnia, per far felice mia moglie. E un'altra era Belgio-Iran, con il Belgio che ha due giocatori nostri.
In trenta secondi siamo stati controllati dalla polizia, siamo arrivati con l'auto nel garage, siamo arrivati in una suite particolare, e ce ne sono 226 in quello stadio, costato 6 miliardi di dollari. Caro sindaco, anche se non sei tifoso del Napoli ma hai abbracciato altri colori, io ti stimo e ti sono amico. Fico invece è molto tifoso del Napoli, e come presidente della Regione non guasta. Fare un betting va sempre bene, ma fare una contrapposizione muscolosa non va bene. Dobbiamo renderci conto, incontrandoci, di come massimizzare gli sforzi economici vostri e i miei. E trovare delle soluzioni che possano compendiare un aumento di stabilità e di forza del Calcio Napoli. Noi abbiamo sempre avuto questa discriminazione italica: il Nord è il top e al Sud siamo poverelli. Io ho invertito questa copyline, ma ora bisogna darsi da fare.
Se Inter e Milan costruiscono uno stadio investendo 1,8 miliardi, e se la Roma ha già trovato i terreni e investirà la stessa cifra, noi ci troveremo tra qualche anno a non avere introiti sufficienti per rendere competitiva la squadra, come io ho sempre ottenuto e fatto per vincere due Scudetti e stare 16 volte in Europa. Il Napoli non fattura né quanto l'Inter né quanto il Milan né quanto la Juventus. Quindi deve faticare, come diceva il buon Conte. Ma servono anche le strutture. Io ci posso mettere creatività e capacità finanziaria, ma poi servono le strutture”.
De Laurentiis si è poi commosso parlando della sua famiglia, continuando a parlare con la voce rotta dal pianto: “Senza l'amore di mia moglie Jacqueline e dei miei figli Luigi, Valentina ed Edoardo io non avrei ottenuto nulla di tutto ciò. E senza il sostegno dell'AD Andrea Chiavelli, al mio fianco dal primo giorno. Senza il lavoro di tutti gli staff tecnici e sportivi, dei calciatori, dei dipendenti, dei collaboratori. Un tuffo nel passato di nomi: da Reja a Mazzarri, da Benitez a Sarri, da Ancelotti a Gattuso, da Spalletti a Conte. Senza dimenticare Marino, Bigon, Giuntoli e Manna. E senza dimenticare il sostegno dei tifosi. Oggi, quando guardo al futuro, immagino insieme a loro un Napoli sempre più forte e solido. Un Napoli dotato delle strutture che merita un club così importante: stadio e centro sportivo. Nessuno di voi si ricorda mai che, mentre alla Roma, all'Inter e al Milan le nuove proprietà hanno trovato tutto, noi non abbiamo trovato nulla: abbiamo trovato un club fallito, niente strutture. L'obiettivo che ci siamo dati in questa nuova fase è quello di fare stadio e centro sportivo, ci lavorerò giorno e notte come ho sempre fatto. Allora, cari napoletani, diciamocelo ogni giorno fino al 31 luglio 2027 e oltre, perché a noi la festa piace: Pe cient'anne".
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