Zazzaroni replica a Maldini: "Con Conte ct, lui e Leonardo sarebbero ancora al loro posto"
Ivan Zazzaroni commenta sul Corriere dello Sport l'intervista di Paolo Maldini e torna sulle scelte per la Nazionale: da Guardiola a Conte.
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale torna sulle vicende della Nazionale e sulle recenti dichiarazioni di Paolo Maldini, giudicando alcune delle risposte dell'ex dirigente azzurro "lacunose". Il punto centrale riguarda soprattutto la scelta del commissario tecnico: "Se dopo il no di Guardiola avessero indicato come ct Antonio Conte, che per inciso ha solo due anni più di Pep e non può essere considerato un difensivista, né un perdente, Paolo e Leonardo sarebbero ancora al loro posto".
Zazzaroni: "Uno come Conte avrebbe garantito il risultato sportivo"
Zazzaroni si sofferma anche sulle parole di Maldini relative alla necessità di riportare la tecnica al centro della formazione dei giovani: "Ci aveva già pensato qualcuno: mi risulta infatti che gli avessero consegnato il 'Progetto tecnico del calcio giovanile italiano' presentato alla stampa il 18 marzo scorso e sviluppato da Zambrotta e Perrotta". Poi un'altra precisazione sul funzionamento della Federazione: "Qualcuno dovrebbe spiegare a Paolo la struttura e le funzioni della Figc precisando che gli unici a decidere la politica di valorizzazione dei giocatori sono i club. A Coverciano arrivano atleti formati dalle società". Secondo il direttore del Corriere dello Sport, la priorità avrebbe dovuto essere innanzitutto quella di garantire risultati alla Nazionale: "Uno come Conte avrebbe garantito il risultato sportivo e quindi la possibilità per il nuovo management di sviluppare finalmente un programma a lunga scadenza: se la Nazionale non risponde sul campo, presidenti e dirigenti federali fanno le valigie e vanno a casina"."I club volevano Antonio". E il dubbio su Guardiola
Zazzaroni risponde infine al passaggio nel quale Maldini sostiene di aver parlato con Marotta e Percassi senza ricevere indicazioni precise sul nome del ct: "Di sicuro le parole di Urbano Cairo, mica uno qualsiasi, non sono interpretabili: 'I club volevano Antonio'". E anche sull'ipotesi Guardiola esprime più di una perplessità: "Guardiola è un tecnico formidabile ma, nonostante i titoli accumulati e l'indiscussa personalità, dubito che avrebbe potuto lavorare per più di una settimana ogni due mesi con gli azzurri. Chiedere a Spalletti e Gattuso. O a Mancini". La chiusura è dedicata direttamente a Maldini: "Ho stima di Paolo così come apprezzavo tanto, ricambiato, suo padre Cesare, ma sull'intransigenza mi rifaccio a una battuta del grande Marcello Marchesi: 'Intransigente. Sbagliando si spara'". Zazzaroni precisa infine il senso metaforico della citazione, ribadendo che "il campione Maldini resta un mito intoccabile".Altre notizie
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