L'altro Mazzola, l’eredità nascosta da dirigente: portò Zanetti all’Inter e scelse Ausilio
Il campione è scomparso nella notte all'età di 83 anni. Lunedì a Sant'Ambrogio, nel cuore di Milano, sono previsti i funerali
Di Sandro Mazzola, ora che ci ha lasciati all'età di 83 anni, si ricordano tante cose. L’eredità di Valentino, la Grande Inter, le 565 partite in nerazzurro con 160 gol, le Coppe dei Campioni e il Pallone d’Oro del 1971 solo sfiorato, la staffetta con Gianni Rivera che divise l’Italia. Molto meno conosciuta è la seconda parte della sua vita, sempre e comunque in nerazzurro, trascorsa dietro una scrivania. Una carriera da dirigente iniziata praticamente subito dopo il ritiro, nel 1977, e proseguita in due fasi diverse della storia interista.
La prima sotto la presidenza di Ivanoe Fraizzoli, fino al 1984. La seconda iniziò nel 1995, quando Massimo Moratti, appena tornato alla guida del club che era stato di suo padre Angelo, richiamò Mazzola affidandogli la direzione sportiva. È soprattutto in quegli anni che l’ex campione partecipò ad alcune scelte destinate ad avere effetti molto più lunghi del suo incarico, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Volle Pupi
La più evidente porta il nome di Javier Zanetti. Nell’estate del 1995, l’Inter acquistò dal Banfield quel terzino argentino quasi sconosciuto al grande pubblico europeo - leggenda vuole che i nerazzurri considerassero Sebastian Rambert il fiore all’occhiello del doppio acquisto fatto in Argentina - che sarebbe diventato il giocatore con più presenze nella storia nerazzurra. Mazzola, ancora poche settimane fa, ricordava senza troppi giri di parole il proprio ruolo nell’operazione: "Zanetti lo portai io nel 1995". Tre anni più tardi fu invece lui a individuare Piero Ausilio, da poche settimane ex direttore sportivo dell’Inter. Non un calciatore, ma un giovane dirigente che lavorava alla Pro Sesto. "Ausilio lo presi nel 1998 dalla Pro Sesto", raccontava Mazzola. In un’altra intervista aveva spiegato la scelta in maniera altrettanto semplice: "L’ho portato io all’Inter perché mi sembrava un giovane molto valido". Da lì Ausilio avrebbe percorso praticamente tutta la scala societaria, dal settore giovanile alla responsabilità dell’area sportiva. In mezzo c’è anche il mercato dei grandi nomi. Mazzola fu tra i dirigenti coinvolti nell’arrivo di Ronaldo dal Barcellona nel 1997. Raccontò di aver incontrato il brasiliano quando seppe che voleva lasciare la Spagna: "Mi disse: ‘Ok director, vengo a Milano’". In quella fase arrivò anche Alvaro Recoba, altro acquisto destinato a legarsi a lungo all’Inter. Sempre nel segno di Mazzola.Altre notizie
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