Il peso della fascia al braccio: Lautaro Martinez è l'anima dell'Inter
Lautaro show. Dopo la doppietta contro il Napoli Lautaro si è confermato anche contro la Roma. E' il capitano dei capitani?
Gli era stato detto di non essere decisivo nelle partite importanti. E' stato messo in panchina in una finale Mondiale. La sua risposta? Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Lautaro Martinez, se vogliamo parlare facendo i paragoni, è l'opposto di Marcus Thuram. Non è la risata dirompente nello spogliatoio, ma è il silenzio che accompagna i giocatori nel tunnel verso il prato verde di San Siro. Indossare la fascia al braccio lo sanno fare tutti, conoscere il peso non è da tutti. Ci sono momenti in cui un leader deve semplicemente fare il leader. Non servono discorsi, non servono gesti plateali: serve esserci. Quando la squadra è in difficoltà, quando la partita sembra prendere una direzione sbagliata, quando l’Inter ha bisogno di qualcuno che accenda la scintilla. E Lautaro ha deciso di farlo con i gol.
Doppiette
Prima il Napoli, poi la Roma. Due partite pesanti, due situazioni complicate, quattro gol complessivi. Ma più dei numeri, a raccontare il momento del Toro è soprattutto il modo in cui sono arrivati. Contro il Napoli l’Inter era sotto di due reti. Lautaro ha riaperto la partita e poi ha completato la rimonta nel finale, diventando ancora una volta l'uomo decisivo quando la squadra aveva bisogno di una scossa. All'Olimpico, contro la Roma, lo scenario si è ripetuto. I giallorossi hanno colpito due volte e l'Inter si è ritrovata costretta a rincorrere. Nella ripresa, però, è entrato in scena il capitano: prima il gol per accorciare le distanze, poi quello del definitivo 2-2. Un capitano si misura anche dalla capacità di trascinare gli altri quando la partita si mette male. E Lautaro sta dando proprio questa sensazione, quella di un giocatore che non aspetta che sia la squadra a portarlo verso la vittoria, ma che prova a fare il contrario. È lui a prendere per mano l’Inter quando serve, a trasformare la difficoltà in una possibilità di rimonta, a tenere accesa la partita quando tutto sembra spegnersi. Non è soltanto una questione di gol. È una questione di presenza.Ovunque
Il Toro corre, lotta, partecipa alla manovra, attacca gli spazi, torna a difendere e a recuperare palla, continua a cercare la giocata anche quando la serata sembra complicarsi. E soprattutto sembra aver fatto ancora più sua quella responsabilità che appartiene a chi porta la fascia al braccio. La doppietta contro la Roma arriva subito dopo quella contro il Napoli. Quattro reti in due sfide importanti, quattro gol arrivati nei momenti in cui l'Inter aveva bisogno di qualcuno disposto a prendersi la responsabilità. È probabilmente questo il vero valore aggiunto del capitano nerazzurro. Non essere soltanto il finalizzatore dell'azione, ma diventare il punto di riferimento tecnico ed emotivo della squadra. L'uomo al quale affidarsi quando la partita prende una brutta piega. E allora il concetto di “insostituibile” non va letto soltanto in termini tattici. Lautaro è insostituibile anche per quello che rappresenta. Perché quando l'Inter va sotto, quando sembra mancare qualcosa, quando la rimonta appare complicata, serve qualcuno capace di accendere la luce. E sempre più spesso quella luce porta il numero 10 sulle spalle.Altre notizie
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