Zauli sulla Serie C: “Presto per le avere le idee chiare. Molto bene il Cittadella"
Lamberto Zauli analizza la Serie C: dal Cittadella alle big del girone B, passando per Bari, Catania, Salernitana e la corsa delle sorprese nei tre gironi
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Tre giornate sono ancora troppo poche per emettere sentenze, ma hanno già offerto diversi spunti di riflessione. La Serie C ha iniziato il proprio percorso mostrando conferme, sorprese e qualche difficoltà inattesa. Di questo e molto altro ha parlato Lamberto Zauli, tecnico dalla lunga esperienza tra Serie B e Serie C, ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com.
Cittadella già protagonista nel Girone A. È una sorpresa?
“Senza dubbio il Cittadella ha delle basi solide, costruite negli anni. Anche se trova un'annata non soddisfacente, come potrebbe essere stata quella dell'anno scorso, o quella della retrocessione, avendo queste basi ci si aspetta sempre che possa tornare su. Detto questo, stiamo parlando solamente di tre giornate. Anche la temperatura ha fatto il suo corso, perché abbiamo visto partite rocambolesche nelle quali nel secondo tempo spesso le squadre si sono allungate. Questo ha condizionato queste prime partite. I valori sicuramente usciranno fuori nel tempo, come è normale che sia. Però il Cittadella io me lo vedo comunque tra le prime a lottare per l'eventuale promozione”.
Lecco e Renate, invece, stanno vivendo due partenze complicate
“Sono squadre che hanno cambiato tanto. Basta veramente che una partita ti vada bene o male e ti ritrovi a metà classifica, oppure fai un inizio deludente sotto il profilo dei risultati. Per giudicare bisognerebbe vedere le partite. Per me è veramente presto per distinguere chi è partito forte e chi è partito piano, perché probabilmente ci risentiamo tra un mese e diciamo tutto il contrario. È davvero troppo presto. È chiaro che partire bene aiuta, aiuta tutto l'ambiente. Si tolgono un po' di critiche che all'interno ogni tanto si creano dopo la partita e si dà entusiasmo a chi parte bene. Questo non è mai da dimenticare. Però tra poche settimane sicuramente le classifiche saranno ancora diverse e gli umori saranno ancora cambiati”.
Per quanto riguarda il Girone B, pensa siano state confermate le previsioni estive?
“Questo è un girone veramente difficile e mette in difficoltà il campionato di Serie C, perché abbiamo quattro o cinque squadre che, per investimenti, blasone e categorie fatte negli ultimi anni, punteranno alla promozione, alla promozione diretta. Sicuramente qui troveremo a fine anno tre o quattro squadre che rimarranno deluse e proprio per questo sarà un campionato veramente difficile. Difficile anche per le squadre medie, perché si è alzato il livello di questo girone. In più ci sono squadre che sono partite molto bene, come quelle che abbiamo citato, ma vale il discorso fatto per il girone A: va bene portare entusiasmo all'inizio, però poi sicuramente usciranno i valori. E qui ci sono tante squadre che avranno valore. È un campionato bellissimo per chi lo guarda e per chi lo gioca, ma altrettanto difficile proprio perché ci saranno delle deluse importanti”.
Nel Girone C, invece, ci sono Picerno, Potenza e Sorrento a punteggio pieno
“Torniamo al discorso che tre giornate sono poche, però intanto si sono portate a casa tre vittorie non di poco conto per indirizzare la classifica. Il girone C ho avuto la fortuna di farlo per due anni con il Crotone e quindi di conoscere tante realtà. È vero, ci sono le solite note che abbiamo citato all'inizio, che si giocheranno probabilmente il primo posto perché poi il blasone, la forza delle società e l'esperienza dei giocatori forse le porteranno a giocarsi una promozione. Però le squadre che oggi sono davanti, Potenza, Sorrento e Picerno, sono realtà veramente solide. Conoscendole non le considero sorprese, perché c'è dietro veramente tanta serietà e tanta competenza. Il girone C diventa sempre molto difficile perché ci sono realtà solide, molto solide, che riescono a programmare e a fare delle ottime annate. Questo porta ancora di più alla difficoltà di quel campionato”.
Crotone, quanto pesa partire da -6?
“Io sono stato a Crotone dopo la doppia retrocessione. Parliamo di una società che fino a qualche anno fa si era stabilita fissa in Serie B e aveva fatto anche delle puntate in Serie A. Parliamo quindi di una società che alle spalle ha avuto esperienza e capacità di portare Crotone ad altissimo livello. È chiaro che questa è la fase un po' più difficile della recente storia del Crotone. È partito veramente con meno sei, dove l'anno scorso il presidente ci ha messo la faccia con la sua massima schiettezza e ha dato chiarezza anche a un ambiente. Si è compattato. È un'annata sicuramente difficile perché il meno sei comunque pesa sempre. Sta facendo delle buone partite, ha raggiunto un pareggio con il Barletta in recupero e questo aiuta sempre a livello morale. È ancora lunga. È chiaro che dovrà cercare di fare un campionato fatto di piccoli step, togliersi il prima possibile da là sotto e poi vedere cosa sarà capace di fare la squadra”.
Ultima domanda sul fronte svincolati: fino a quando possono essere una risorsa?
"Intanto ci sono svincolati e svincolati, quindi il valore del giocatore fa la differenza. Se riconosciamo che il valore del giocatore è importante, sicuramente si può mettere in preventivo di aspettarlo qualche settimana in più, perché sicuramente potrà essere utile sul campo e nello spogliatoio. È chiaro che è un mercato nel quale ci si guarda sempre in giro. È un mercato lunghissimo, ma spesso si riduce tutto agli ultimi tre o quattro giorni. Quando ci si ritrova negli ultimi tre o quattro giorni probabilmente qualche operazione salta e quindi dopo ci si guarda in giro. Poi si è condizionati molto dai risultati. Vinci due partite o le perdi e il pathos con cui si vivono quelle partite fa la differenza. Quindi sicuramente oggi lo svincolato lo prendi ancora molto volentieri se è un giocatore di qualità, perché stiamo parlando ancora degli inizi. È chiaro che quando si va un po' più avanti si va dagli svincolati solo veramente quando una rosa si trova in difficoltà, perché dopo tre, quattro o cinque mesi di inattività non sono pochi per integrare subito un giocatore che si è allenato spesso da solo”.
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