Gasperini: "Cristante in dubbio per Como e Real. Koné via? Non c'erano i tempi e sono felice così"
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Giacomo Iacobellis
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Oggi alle 13:30Serie A
autore Giacomo Iacobellis
05.10.2026 13:30Serie A
Il tecnico della Roma ha parlato a 360° tra passato, presente e futuro della sua avventura alla guida della squadra giallorossa.
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Mister Gian Piero Gasperini ha concesso una lunga intervista a Sky Sport, partendo dal suo nuovo vino per poi spaziare sull'avvio di stagione della sua Roma, sulla permanenza di Manu Koné, la continuità di Dybala e tanti altri temi d'attualità in casa giallorossa. Di seguito tutte le dichiarazioni a tema sportivo.
Tutte le parole di Gasperini
Sui pochi giorni liberi concessi alla Roma durante la sosta: "Avevamo un numero piuttosto ridotto di giocatori e non potevamo fare amichevoli, quindi abbiamo dato continuità al lavoro nella prima settimana e poi ci siamo presi dei giorni liberi. Oggi è l'ultimo giorno di vacanza, da domani iniziamo a calarci nella mentalità del campionato, che abbiamo lasciato in un momento bello di risultati e prestazioni. Da lì vogliamo ripartire". Sull'infortunio di Cristante: "Bryan sta recuperando, ha un problema al collaterale del ginocchio. Si sta curando, ma non è ancora sicuro che salti Como e Real Madrid. Certamente non saremo disposti a rischiare niente, l'obiettivo principale è recuperarlo al meglio". Sui tanti impegni ravvicinati: "Gli allenamenti dei giocatori diventano le partite se giochi così tanto. I 5 cambi aiutano, però il dispendio energetico per i giocatori è veramente notevole. Paradossalmente la gestione è un po' meno complicata, visto che ora hai la possibilità di ruotare più giocatori. Tutti quanti i calciatori hanno l'ambizione e la speranza di partecipare a più gare in poco tempo. Lo svantaggio sono gli infortuni. Nel calcio succedono sempre: non c'è una spiegazione scientifica, si può fare prevenzione o si può lavorare al miglior recupero possibile, però il problema rimane". Sulla chiave del suo successo a Roma: "Ci sono stati tanti piccoli fattori, a partire dal fatto che ho trovato un gruppo con una disponibilità enorme nei miei confronti fin dai primi allenamenti. La squadra arrivava già da un buon finale precedente di stagione, ma i calciatori hanno dimostrato subito la credibilità e la voglia di battere altre strade cercando un altro tipo di calcio. Poi c'è stata la fiducia della società. Sono riuscito a farmi apprezzare da una piazza che mi ha accolto inizialmente da avversario e da rivale, anche con un po' di scetticismo. Riuscire a raccogliere l'apprezzamento dei tifosi della Roma per me è stato un grande successo, sono veramente gratificato". Sulle differenze tra i Percassi e i Friedkin: "La famiglia Percassi era presente quotidianamente, avevamo un rapporto molto stretto che andava oltre il calcio. Con la famiglia Friedkin non succede, ma io sento sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono distanti e vengono molto poco a Roma. Adesso hanno inserito questo nuovo amministratore delegato (John Galantic, ndr), che fa da collegamento più stretto tra loro e la Roma. Rimane chiaro l'obiettivo di riuscire a coinvolgerli molto di più, non tanto per me ma anche per loro stessi e per i tifosi. Vorrei riuscire a riportare un po' più di rapporto e presenza dei Friedkin, specie adesso in vista del centenario e della costruzione del nuovo stadio, per il quale investiranno tanti soldi. Ho l'obiettivo di riavvicinarli di più alla squadra". Sul Como, prossimo avversario della Roma: "Chi segue il calcio apprezza l'evoluzione di questa squadra, per la qualità dei giocatori che hanno scelto e per la qualità del gioco che esprimono. L'Inter resta la più forte in questo momento per rosa e risultati, ma con tutte le altre il Como se la può giocare. Al Festival dello Sport di Trento ho visto che Fabregas usa il subbuteo per spiegare come attaccare la profondità, me lo devo procurare per studiare come fermarlo (ride, ndr)". Sul successo di Mourinho a Roma: "José è speciale e giustamente una persona speciale poi riesce a ottenere dei particolari successi, al di là di quelli sul campo. Con la Roma ha vinto la Conference e raggiunto una finale di Europa League, in campionato magari ha fatto meno, ma è stato comunque apprezzato da gran parte della tifoseria. Questo significa che ha qualcosa di speciale". Sul mancato acquisto di un esterno sinistro d'attacco: "Non è facile perché gli attaccanti sono sempre quelli più ricercati e costosi. Tutte le squadre li cercano e chi li ha ovviamente non se ne priva facilmente. Noi abbiamo un buon reparto offensivo, quel ruolo in particolare non l'abbiamo mai lasciato scoperto in qualche modo". Sul buon rendimento di Soulé: "Anche nel girone d'andata dell'anno scorso ha fatto una stagione straordinaria, poi ha avuto la pubalgia nel ritorno che l'ha rallentato per dei mesi. Quest'estate si è curato, quindi quando è arrivato era un po' sovrappeso, ma l'inizio del campionato è andato bene. Poi ho visto che in questi giorni ha esordito anche in Nazionale argentina: questo è un premio per tutti noi". Su Malen e Dybala. "Malen doveva recuperare dal problema al ginocchio. Dybala si è allenato come sta facendo ormai da inizio luglio. Sono molto contento per lui, è un ragazzo che quando va in campo sta bene. Lui è nato col pallone tra i piedi. Il fatto di dover saltare molti allenamenti e partite lo rendeva un po' più triste. Oggi, invece, lo vedo felice". Sull'addio alla Nazionale argentina di Messi: "L'addio alla Nazionale di Messi sarà emozionante. Personalmente, ho visto tanti fuoriclasse prima da giocatore e poi da allenatore, ma faccio fatica a pensare a uno che abbia fatto quello che ha fatto Lionel. Qualche volta le sue giocate le vedo alla Playstation, ma non sono neanche di quella bellezza lì. Dispiace che finisca la sua carriera con l'Albiceleste". Sul no della Roma a Molina e Dybala, che erano stati invitati all'ultima di Messi in Argentina: "Siamo troppo in prossimità di una gara importante come quella di domenica in campionato. Siamo distanti dall'Argentina, mandarli alla partita di Messi sarebbe significato far fare loro tante ore di volo in prossimità della gara e la Roma ha preferito di no". Sulla permanenza di Koné nonostante gli assalti di fine mercato: "Non si poteva sostituire. Non c'era niente di fattibile, non c'erano proprio i tempi tecnici per un trasferimento del genere, per tutte le persone coinvolte e i contratti da firmare. Personalmente sono contento che sia andata così, lui potrà aumentare ancora di più il suo lavoro, proprio come ha fatto e sta facendo".Altre notizie
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