Meno figurine più uomini: la Juve deve cambiare testa
Ci sono momenti in cui anche l’onestà e il parlare chiaro vengono apprezzati persino nel mondo del calcio. Questo, almeno per quanto mi riguarda, é uno di quei momenti: e allora accolgo con favore le parole di Carnevali che ha rotto il silenzio sul mercato che si appresta a fare. Operazioni mirate, ha detto, con la volontà di non sbagliare due ruoli fondamentali come il portiere e l’attaccante (spero che possano diventare gli attaccanti) ma soprattutto un velato appello alla calma e alla pazienza.
Vero, i tifosi della Juve di pazienza e calma ne hanno avuta da vendere in questi sei anni, e spesso senza ottenere in cambio nulla, ma nel periodo più complicato di questo decennio, affidarsi alla capacità di un dirigente di livello è una di quelle ciambelle di salvataggio da abbracciare quando il mare è in tempesta. Poi naturalmente parleranno i fatti, nella fattispecie i risultati, tenendo sempre presente che il lavoro dell’ex manager del Sassuolo parte da una serie di macerie che dovrà gestire ereditate dai suo colleghi che lo hanno preceduto.
Sono il primo che vorrebbe fare piazza pulita nello spogliatoio perché confesso che la delusione nei confronti della maggior parte dei calciatori non mi è ancora passata, delusione sia sul campo e il sesto posto parla da solo, che nelle dichiarazioni. Confesso che non riesco ad “ affezionarmi” a nessuno di questa rosa, o forse a pochissimi, cosi come farei grande fatica a comprare la maglia di un singolo giocatore, ma alla fine il valore e l’amore per la maglia mi, anzi sono convinto ci, porterà a resettare e partire nell’afoso pomeriggio di Frosinone ( complimenti alla Lega calcio sempre perfetta e intelligente) con le stesse speranze di sempre.
Mi accontento di poco? Può darsi, sono sicuro che esprimendo questo concetto a Radio Bianconera i primi messaggi sarebbero “ Siamo la Juve non una provinciale” “ Bisogna tornare a vincere subito..” ecc, cosa che capisco e comprendo benissimo, essendo in primis un tifoso e poi un addetto ai lavori, ma proprio per questa seconda cosa devo capire il momento e apprezzare in toto le parole di Carnevali che rispecchiano il momento delicato che la Juventus sta attraversando. C’è un punto però sul quale non soprassiedo e sul quale sarò intransigente: voglio gente da Juve, anche meno forti tecnicamente ma con carattere, voglia e determinazione. Meno sorrisi, meno voli pindarici, meno presunzione. Perché oggi, di calciatori degni di indossare quella gloriosa e amata maglia ne conto davvero pochi..


