Juve, la stagione è nelle mani delle ultime operazioni di mercato
Due giornate appena, ma qualche piccola riflessione la si può già tracciare: la classifica sorride ai bianconeri, assieme alla super dotata Inter, all'entusiasmo di casa Milan e all'imprevedibilità della Lazio. Qualcuno poi dietro comincia a balbettare sicurezze, nonostante investimenti e chiacchiere tattiche. La Juve è il mix di tutto questo e i conti li ha dovuti fare con un mercato più che mai tarato sulle opportunità che l'hanno tenuta appesa alle decisioni altrui e agli interessi dei procuratori in ballo. Molto meno, almeno fino a questo momento, alle proprie reali volontà. Fortunatamente c'è ancora il tempo (fino alle 20 di domani, martedì) per aggiustare il tiro e dare una sgrossata ai difetti vistosamente mostrati in questo inizio di campionato e palesemente evidenziati dalle caratteristiche strutturali della squadra.
Cosa serve – Come abbiamo spesso ripetuto, e condiviso con i tifosi più attenti, la ricostruzione della Juve sarebbe dovuta partire con assoluto decisionismo con l'innesto di tre pedine: un portiere, un centrocampista e un attaccante, prima o dopo quelle stesse “pesanti” cessioni che ancor oggi negano, invece, di poter arrivare a centrare gli obiettivi che davvero potrebbero riallineare i valori del campionato. Troppo facile adesso entusiasmarsi per Nico Gonazlez e Koopmeiners dopo i gol contro il Parma, anche perché il loro destino rimane comunque segnato da due inconfutabili verità: l'argentino non vuole restare e l'olandese occuperà quasi sicuramente la casella di Thuram, a rischio operazione, dopo cinque mesi di inefficaci terapie conservative al ginocchio. Ad inizio mercato si è investito su Ekhator – tra l'altro nuovamente ko nel corso della partitella d'allenamento di ieri – e sul giovane Alajbegovic prima di lasciarsi trascinare dal vortice dell'operazione Kolo Muani e dall'affare Celik. Peccato che poi le risorse non sono bastate per convincere il procuratore di Kessié a far rispettare la parola data dal suo assistito. Ecco perché, al di là degli infortunati, la strategia sarebbe dovuta cambiare in principio, per non trovarsi ostaggi del cartellino di David fino all'ultimo. Rimediata la posizione in porta, urge chiudere per i prestiti – senza obblighi - di Zirkzee e del nazionale tedesco Woltemade. Un ritorno di fiamma, dopo i corteggiamenti andati a vuoto della Fiorentina, e una interessante novità. Sempre che l'Atletico abbia davvero intenzione e liquidità per puntare su David. Senza dimenticare il nome del centrocampista senegalese Sarr. Ultimo della lista, il primo che serviva. Incrociando le dita...
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