Juve: la settimana che dirà chi sei
Il calciomercato si è chiuso e domenica ci sarà da affrontare il Milan in campionato. Non può di certo essere una giornata decisiva la terza di campionato di Serie A, ma di sicuro per la Juventus sarà un crocevia importante. La settimana successiva ci sarà la trasferta di Reggio Emilia con il Sassuolo e subito dopo il debutto in Europa contro il NEC.
Ma è ora che la Juve deve dare un segnale importante, in primis alla concorrenza tra i confini nazionali. Dal mercato sono arrivati 9 rinforzi per Luciano Spalletti, mentre in uscita sono stati tagliati dei rami secchi, pochi per sempre, diversi a titolo temporaneo. Diciamo che di scuse ora i calciatori e l’allenatore ne hanno ben poche.
Posto che già lo scorso anno la Juventus era da quarto posto e ha chiuso sesta perché ha perso 16 punti con le ultime 6 della classifica, nettamente inferiori, oggi la rosa è indubbiamente rafforzata. Sicuramente in difesa, con due nuovi portieri e due nuovi difensori (Lucumi e Celik) che si sono già dimostrati affidabili e di livello da Juve.
A centrocampo sicuramente si poteva fare meglio, ma tolti Adzic e Miretti e messi dentro Douglas Luiz e Sarr, il livello si dovrebbe essere leggermente alzato. Davanti, infine, Openda e David che erano arrivati con grandi aspettative in termini di gol ma hanno indubbiamente fallito, sono stati soppiantati da Kolo Muani e Woltemade, cui si aggiungono i giovani Alajbegovic ed Ekhator, colpi che una squadra come la Juve ha l’obbligo di tentare sempre.
Ora, al di là di come saranno composte le liste e gli esclusi da quella Serie A e da quella UEFA, Luciano Spalletti ha a disposizione un roster di giocatori completo in ogni ruolo e meglio assortito rispetto al recente passato. È chiaro che l’Inter parta strafavorita sulla griglia di partenza e per quanto abbia fatto vedere fin qui la Roma, che si è ancora rinforzata negli ultimi giorni di mercato sembra essere la principale antagonista, la Juventus se la gioca per il resto con tutte.
Il quarto posto non deve dunque essere un obiettivo, bensì un obbligo. Così come è un obbligo “provare” a giocarsela per qualcosa di più. Lo impone il grande lavoro fatto dalla dirigenza; lo impone il fatto che l’allenatore sia stato accontentato quasi in tutto, in primis nella sostituzione dell’amministratore delegato e poi nella scelta di almeno la metà dei nuovi innesti. Lo impone la storia della Juventus, che non può continuare a galleggiare per sempre. Le aspettative si alzano, ora bisogna fare sul serio, a partire dal big match col Milan.


