Juve, primo esame in vista
Sei punti erano necessari e sei punti sono arrivati, questo è il primo dato dal quale partire, la Juventus ha superato le prime due giornate senza lasciare nulla per strada e, soprattutto all'inizio di una stagione, vincere conta infinitamente più che impressionare, ma sarebbe altrettanto sbagliato fermarsi alla classifica.
Le prime due partite erano sulla carta abbordabili e la Juventus le ha vinte dovendo attraversare anche momenti di difficoltà. Domenica contro il Milan cambia tutto. Arriva il primo vero esame della stagione di Luciano Spalletti.
Le prime due vittorie non devono ingannare
Il percorso è partito bene, ma la Juventus non ha ancora mostrato per novanta minuti quella superiorità che ci si potrebbe aspettare considerando le ambizioni. Ci sono stati momenti positivi: sii è vista una squadra con maggiore personalità e qualche soluzione offensiva interessante, ma si sono viste anche pause, difficoltà nella costruzione e fasi nelle quali l'avversario è riuscito a prendere campo. Contro squadre teoricamente inferiori puoi permettertelo e magari vincere comunque, contro il Milan probabilmente no.
Il primo salto deve essere nella continuità
La Juventus non può pensare di controllare una grande partita alternando venti minuti eccellenti ad altri venti nei quali abbassa eccessivamente il ritmo, Spalletti deve riuscire a portare la squadra verso una gestione più costante, non significa dominare il Milan per novanta minuti, significa soprattutto non uscire mentalmente dalla partita, perché nei big match basta un errore, una palla persa centralmente o una transizione difesa male per compromettere tutto.
La zona nella quale la Juventus rischia maggiormente è il centrocampo
L'assenza di Thuram pesa enormemente perché toglie il giocatore maggiormente capace di rompere le linee attraverso la conduzione, Sarr è appena arrivato,McKennie non è ancora al meglio, Locatelli e Douglas Luiz dovranno quindi disputare una partita di livello molto alto. Il Milan possiede giocatori capaci di inserirsi e Rabiot è probabilmente il pericolo principale da questo punto di vista, perdere palloni semplici nella zona centrale sarebbe imperdonabile.
Kolo Muani la prima arma
Davanti la Juventus dovrà affidarsi soprattutto a Kolo Muani, il francese può mettere in difficoltà una difesa che lascia campo alle proprie spalle e sarà fondamentale servirlo velocemente, la Juventus non deve trasformare ogni possesso in un'azione elaborata, quando esiste lo spazio bisogna attaccarlo. Kolo è stato preso anche per questo e durante la partita Spalletti potrà giocarsi una carta completamente differente, Nick Woltemade. Il tedesco probabilmente non avrà ancora nelle gambe e nella testa tutti i meccanismi della Juventus, ma può essere utilizzato per cambiare la struttura della gara. Se il Milan concederà spazi tra centrocampo e difesa, il suo modo di giocare da nove e mezzo può diventare estremamente interessante.
Una vittoria contro il Milan avrebbe un peso enormemente superiore ai primi sei punti, non soltanto per la classifica, sarebbe un messaggio al campionato. Dopo una rivoluzione di mercato e dieci innesti, la Juventus deve capire quanto velocemente può trasformarsi in una vera squadra. Ecco perché domenica non sarà una partita come le altre.


