Basta filosofia serve concretezza. Emergenza totale infortuni, guai a far giocare qualcuno solo per "ripicca"
Il pareggio per 1-1 contro il Milan lascia in bocca il sapore amaro dell'incompiuta: la Juve meritava di più, ma alla fine si è dovuta scontrare con i soliti, vecchi fantasmi del passato. Il problema è sempre lo stesso, cronico e spietato: chi segna in questa squadra? È lecito poi chiedersi perché la squadra si sia spenta subito dopo il palo colpito da Conceição. Quello che doveva essere lo scossone per indirizzare la partita si è trasformato in un blocco psicologico incomprensibile, un blackout che ha ridato coraggio al Milan.
La risposta estiva all'atavico problema del gol ha il nome di Randal Kolo Muani. Diciamoci la verità: il francese non è mai stato un bomber implacabile da trenta gol a stagione e, col senno di poi, sul mercato si poteva forse fare una scelta diversa. Ma i processi oggi non servono a nulla. Kolo Muani indossa la maglia bianconera e adesso va sostenuto senza se e senza ma. Nota decisamente più lieta è invece l'ottimo impatto del tedesco Nick Woltemade. Nei minuti in cui è stato impiegato al suo debutto assoluto, ha dimostrato freschezza, fisicità e intelligenza tattica: deve trovare più spazio in questa squadra, e deve trovarlo subito.
Ed è qui che entra in gioco Luciano Spalletti. La fiducia nel mister resta totale, ma adesso non si può più fare troppo i filosofi. In questo momento di transizione serve meno teoria e molta più concretezza. Servono accorgimenti tattici immediati per rendere la squadra più pericolosa negli ultimi venti metri. Meno accademia, più pragmatismo. Soprattutto, è del tutto inutile dire adesso che Kolo Muani giocherà sempre a prescindere da tutto. Deve giocare solo chi dà garanzie in campo: non c'è spazio per le gerarchie fisse e, men che meno, per schierare qualcuno per una sorta di "ripicca" o testardaggine ideologica. Chi merita va dentro.
Anche perché la sfortuna ci sta mettendo il carico da novanta. La situazione infortuni è drammatica, e l'ultimo stop di Manuel Locatelli rischia di essere il colpo di grazia per la mediana. La domanda sorge spontanea e mette i brividi: chi gioca ora a centrocampo? Le rotazioni sono ridotte all'osso, le soluzioni inventate non bastano più. Servirà gettare nella mischia i giovani o adattare qualcuno, sperando che lo spirito di sacrificio colmi il divario tecnico.
Le prospettive? Ad oggi, guardando la classifica, siamo purtroppo dietro a realtà come Como, Roma e Inter. Fa male vederlo scritto, fa ancora più male accettarlo. Ma siamo la Juve. La storia e il blasone ci impongono una sola via: non esistono stagioni di transizione al ribasso, si deve scendere in campo ogni singola domenica per lottare su ogni pallone con la cattiveria giusta. Con la speranza che non sia proprio la fame e la cattiveria a mancare..


