Luciano hai in mano la squadra? Follie tattiche e..l'ombra di Antonio Conte
Il fischio finale di Reggio Emilia lascia addosso un senso di vertigine e una paura tremenda. La sconfitta contro il Sassuolo ha un nome e un cognome ben precisi: Luciano Spalletti. Non sono solo i tre punti persi a fare male, ma è il modo in cui sono evaporati. Le dichiarazioni post-partita del tecnico, anziché rassicurare l'ambiente, hanno alzato al massimo il livello d'allarme. Oggi è il 15 settembre e non è ammissibile pensare di aver già buttato via una stagione. Di partite a Radio Bianconera ne ho commentate tante e di sconfitte anche dolorose ne abbiamo viste, ma la follia degli ultimi 5 minuti no, non erano ancora capitati. Per quanto mi riguarda una follia e una gestione inaccettabile.
La domanda sorge spontanea, dolorosa ma necessaria: Luciano, hai davvero in mano la situazione? Certi atteggiamenti visti in campo e fuori preoccupano, e non poco. Gli ultimi cinque minuti del match sono stati letteralmente scioccanti. Una confusione totale, una fragilità emotiva e tattica inaccettabile. Quella mezz'ora finale non è stata da Juventus, con il Sassuolo libero di palleggiarci in faccia, giocando come il gatto con il topo. E a lasciare interdetti è una gestione tecnica che, in questo avvio, sta mostrando crepe.
Come si può pensare di reggere a centrocampo anche contro un normalissimo Sassuolo con Douglas Luiz e Teun Koopmeiners? Due calciatori totalmente snaturati, schiacciati in compiti di copertura che non gli appartengono e che hanno finito per spaccare in due la squadra. Tralasciando gli errori in fase di finalizzazione dell'olandese, tornato quello che conosciamo purtoppo da due anni A questo si aggiunge la fissazione per un Randal Kolo Muani che al momento appare semplicemente impresentabile. Il francese vaga per il campo senza una collocazione precisa e definita, abulico, eppure resta l'inamovibile centro di gravità di un attacco ancora a secco. Perché?
A tutto ciò si sommano sostituzioni strane e un paradosso che grida vendetta: questa Juventus viene letteralmente retta da quelli che in estate erano considerati esuberi o partenti, gli unici a metterci anima e gol (come la doppietta di Edon Zhegrova), mentre i presunti pilastri del nuovo corso naufragano. Sia chiaro, in questo momento sono davvero pochi i giocatori in rosa che stanno dimostrando di meritare questa maglia, ma lo spettacolo visto a Sassuolo resta ingiustificabile.
Chi scrive vuole andare avanti con te, Luciano. La fiducia non è azzerata, il credito nei confronti del tuo valore resiste. Ma la paura, adesso, è tanta. La Juventus non può permettersi l'ennesima stagione di transizione anonima, l'ennesimo anno buttato alle ortiche tra rimpianti e scontento.
Vogliamo credere nel tuo progetto, vogliamo soffrire ed uscirne insieme. Ma se dovesse accadere l'imponderabile, se la rotta non dovesse essere invertita immediatamente, la società non potrà farsi cogliere impreparata. Bisognerà guardarsi intorno. Bisognerà pensare a chi questa squadra sa come scuoterla dalle fondamenta. Bisognerà pensare a lui: Antonio Conte ed è inutile che vi dica quanto questo mi costi. Ma il bene e l'amore per la Juve viene davanti a tutto. E a tutti.


