Aquilani sulla bocca di tutti: come parlava di lui il presidente del Como quattro giorni fa
Grande sorpresa ieri sera al Mapei Stadium, perché la Juventus di Spalletti ha conosciuto la prima sconfitta della sua stagione. La Vecchia Signora è caduta sotto i colpi di un giovanissimo, freschissimo e sfrontato Sassuolo. Che non ha avuto paura di tenere fede ai propri principi, anche di fronte a una rivale sulla carta più attrezzata.
Il coraggio e le scelte: la mossa Adzic
Oggi uno dei nomi che più corrono di bocca in bocca, tra chi parla di Sassuolo-Juve 3-2, è quello della guida neroverde Alberto Aquilani. Dell'uomo che dalla panchina ha saputo prima infondere il coraggio necessario ai suoi ragazzi perché potessero pensare di andare a sfidare i bianconeri a viso aperto, e poi anche utilizzare le mosse giuste su un piano tecnico-tattico. Si veda per esempio l'impiego del fresco ex (in realtà è ancora di proprietà della Juventus) Vasilije Adzic solamente dalla panchina: il montenegrino, che poteva soffrire emozioni contrastanti, da sostituto ha sfiorato più volte il gol, trovando quello decisivo.
Suwarso: "Stile simile a Fabregas"
Una delle tante letture vincenti di Alberto Aquilani, tecnico che dopo una trafila nelle giovanili della Fiorentina ha assaporato due stagioni di Serie B - una così così a Pisa, l'altra ottima a Catanzaro - prima di ricevere l'agognata occasione nel palcoscenico più illuminato, grazie al Sassuolo. Un percorso che ha già attirato interessamenti illustri, visto che solo quattro giorni fa Mirwan Suwarso, in un'intervista nella quale ragionava del Como come ingranaggio del sistema calcio italiano e suggeriva di aver già iniziato a pensare a un post-Fabregas, ha citato proprio Aquilani tra gli esempi virtuosi, con una sottolineatura fatta dal presidente del club lariano ("ha uno stile simile a quello di Fabregas") che se non è già suonata come una prenotazione per il futuro, suona almeno come un'investitura.






