Fiorentina, PSG, i “casi” Di Maria e Pogba: la Juventus deve fare meglio
La gara con la Fiorentina prima e quella con il PSG giocata un paio di giorni fa, ha evidenziato gravi carenze della Juventus ma anche qualità che la squadra ed i giocatori hanno e che non sempre hanno prodotto sul rettangolo di gioco.
Prestazione altamente insufficiente contro la Viola, senza tirare in porta nel secondo tempo e completamente in balia della squadra di Italiano.
In molti pensavano che la Juve fosse la vittima sacrificale nella prima gara di Champions a Parigi e, se la prima frazione aveva confermato il trend di Firenze e dato ragione a tanti tifosi, nel secondo tempo, soprattutto dopo il gol di McKennie, la squadra aveva dato la netta impressione di aver messo in difficoltà il PSG che è una delle favorite per la vittoria finale.
Detto che una sconfitta non può mai far piacere a nessuno che sia tifoso ed ami la propria squadra, credo che si debba ripartire da questo secondo tempo di Champions per dare finalmente il giusto ritmo alla stagione.
Perché, se è vero che in Serie A non ci sono padroni ed i bianconeri sono a -4 dall’Atalanta, in Champions League la prossima settimana arriva una delle gare decisive della stagione, contro quel Benfica che sta facendo bene durante questo primo scorcio di stagione.
Per fare risultato, però, la Juventus dovrà necessariamente cambiare registro, cercando di essere più propositiva, di alzare il proprio baricentro e di aggredire la partita. Tutte cose che, purtroppo, non sempre si sono viste in queste prime gare se non in vari momenti sporadici.
Un ultimo pensiero sulle due situazioni che tanto hanno fatto discutere in questi ultimi giorni, Di Maria e Pogba.
Partendo dall’argentino, noto diverse responsabilità del tecnico e dello staff medico. Se il giocatore non era pronto, perché rischiarlo prima di recuperarlo pienamente? Sembrerebbe, ma sono certo che NON è così, che guida tecnica e staff medico non abbiano una linea comune.
E, se questo potrebbe anche essere passabile inizialmente, questo fattore potrebbe essere determinante in negativo nel periodo decisivo della stagione.
Dove, invece, non ci sono grandi responsabilità è nel caso Pogba, dove ho letto ed ascoltato ogni tipo di critica.
Inizio con il dire che il giocatore è un dipendente e, a meno di clausole espresse nel contratto - per le quali andrebbe comunque verificata la giuridicità - è solamente lui a decidere se, come e quando eventualmente operarsi.
Voi accettereste un’imposizione da parte del Vostro datore di lavoro riguardo ad un Vostro problema fisico? Non credo proprio…
Inoltre, chi segue i miei interventi su Radio Bianconera lo sa bene, dopo l’infortunio avevo fatto presente che Pogba avrebbe fatto di tutto per essere presente e giocare quello che, probabilmente, sarà il suo ultimo Mondiale. Ecco spiegato il tentennamento relativo all’operazione ed alla scelta - rivelatasi sbagliata - della terapia conservativa.
Dove, a mio parere, ci sono delle parziali responsabilità della società sono nella cessione di Zakaria.
Se lo svizzero è stato ceduto al Chelsea nelle ultime ore di mercato e dopo soli 4 giorni dalla cessione Pogba si opera e molto probabilmente tornerà a disposizione della Juventus a gennaio 2023, capite da soli che, molto probabilmente, c’è stato un cortocircuito a livello di comunicazione interna.
Zakaria NON è mai stato nelle grazie di Allegri e la cessione è apparsa per la società come un’opportunità da cogliere al volo.
Purtroppo, per i motivi che ho elencato, a mio parere non è stata valutata con la dovuta attenzione la situazione fisica di Pogba.
Solo il campo dirà se la scelta della dipartita dello svizzero sarà rimpianta oppure no ma, quel che è certo, è che la rosa a disposizione di Allegri è di qualità ed è una delle migliori in Italia ed in grado di raggiungere almeno gli ottavi di finale della Champions League.
Ora, sta a giocatori ed allenatore dare e fare di più.


