Anno nuovo, vecchie storie... Adesso servono professionisti e professionalità
Ci siamo, finalmente la parola passa al campo. E ci ri-siamo, ancora riaffiorano gli stessi problemi della prima parte di stagione. Divisa tra passato, presente e futuro, la Juventus torna in campo per provare a cambiare la storia della stagione. Si riparte dalla Cremonese avversaria scomoda come lo possono essere tutte se le prendi sotto gamba ma, oggettivamente, sulla carta, da battere senza "se" e senza "ma". Quindi tagliamo subito corto con gli alibi (e ad onor del vero lo ha fatto lo stesso Allegri oggi): al netto dei tanti assenti e della lunga pausa, la Juventus ha tutte le carte in regola per portarsi comodamente i tre punti a casa e guardarsi dal divano, con una birra in mano, Inter-Napoli sapendo che, comunque vada, si rosicchieranno punti su una delle due o su entrambe.
Le partite poi, però, le devi saper giocare, devi essere in grado di attaccare bene la spina, di gestire gli ambienti caldi e, nel caso della Juventus, di tenere le porte chiuse davanti ai tanti problemi extra calcio che hanno tormentato il club e i suoi tifosi per 52 giorni e saper ripartire a compartimenti, per ora, separati: la società a gestire le vicende extra campo e la squadra e l'area tecnica ad occuparsi dei risultati. Gli obiettivi fissati da Allegri, e che trovano corrispondenza con quanto s'intuisce dall'interno del club, sono molto chiari: arrivare in finale di Coppa Italia ed Europa League e chiudere il campionato tra le prime quattro. Attenzione, questo non significa non puntare al campionato ma è ovvio che molto dipenderà dall'andamento del Napoli e soprattutto, e qui veniamo al punto cruciale, dai problemi tra spogliatoio e infermeria all'interno del gruppo squadra.
Spogliatoio e infermeria, un valzer impazzito in casa Juventus quest'anno, tra giocatori che si fanno male, che spesso non si sa cosa abbiano esattamente, che tornano e si rifermano o che spariscono dai radar. Un valzer di incomprensioni tra Allegri e lo staff medico, come quando il tecnico in conferenza portò il bigliettino con la nota del medico che raccontava l'indisponibilità di Chiesa poi convocato e mandato addirittura in campo, fino ad arrivare ad oggi con Di Maria prima annunciato tra i convocabili e poi non convocato per una contusione alla caviglia.
Bisogna uscire da questi balletti e incomprensioni, lasciarsi alle spalle ciò che non ha funzionato, guardarsi in faccia e capire chi se la sente e chi è già mentalmente in vacanza. Per affrontare la stagione che resta al meglio e ricostruire la Juventus sarà indispensabile avere professionisti e professionalità, tutto il resto non può e non deve più appartenere ad un club come la Juventus.
Ora la parola passa finalmente al campo da onorare fino alla fine...


