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Di Maria, l’Angel della luce JuventusTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
venerdì 24 febbraio 2023, 00:00Editoriale
di Franco Leonetti
per Bianconeranews.it

Di Maria, l’Angel della luce Juventus

Il pareggio dell’andata contro il Nantes era rimasto di traverso a tutti. Ai giocatori, all’allenatore, ai tifosi, ma per fortuna c’è sempre il ritorno. Una partita secca che metteva qualche timore, non per il valore eccelso dell’avversario ma per la striscia negativa storica delle ultime stagioni: la Juve in due gare da dentro o fuori era sempre stata eliminata dalle competizioni europee degli ultimi anni. Finalmente il trend è cambiato, era ora diciamola tutta. Il match di Nantes ha regalato positività, forza e propellente per il derby di martedì, altra sfida importante non solo perché è la stracittadina, ma per il percorso di campionato tutto in salita dopo la penalizzazione. Allo stadio della Beaujoire si è rivista una bella Juventus, vittoriosa, consapevole, che non ha praticamente mai sofferto e con la testa giusta, anche nei primi 20 minuti in parità numerica, ma soprattutto un marziano sceso ad onorare il nostro pianeta, che reca il numero 22 sulle spalle.

Angel Di Maria, la luce della Juve ha incantato un pezzo di Francia, demolendo un avversario tenace che contava su un catino infuocato di tifosi che hanno sostenuto e cantato per la propria squadra per tutto il tempo. Di Maria ha sciorinato i suoi migliori pezzi di repertorio, un gol stellare con il mancino lucidato dagli dei del pallone, un’azione strepitosa tra palla al piede, dribbling e intuizioni che hanno poi portato al penalty realizzato. E il terzo gol di testa nel secondo tempo: game, set, match e tutti a casa con ancora nelle retine le folgori accecanti di Angel da Rosario. Che fosse un fuoriclasse, e pure fresco campione del mondo, lo si sapeva, solo chi conosce poco, pochissimo, il calcio, poteva nutrire dubbi sulle sue qualità auree, eppure in estate c’era chi lo definiva bollito, anziano, opportunista, a caccia di un ricco contratto milionario, solo per svernare a Torino.

Magari qualcuno si sarà ricreduto solo stasera, magari no, ma che Di Maria sia sempre stato campionissimo di razza dominante sul prato verde è marchio di fabbrica consolidato da tanti anni. Vero, nella prima parte di stagione non aveva brillato, anche se in alcuni momenti aveva distillato perle in forma di assist ed era andato anche in gol, ma la sua continuità era apparsa labile, troppo sottile. Lo ha spiegato direttamente lui, nel post partita, nella sua serata scintillante e piroclastica:” I miei infortuni? Sono arrivate anche delle critiche. Sapevo che avrei potuto dare di più. Ho messo del tempo a ritrovare la forma, in un mese due ricadute e a livello mentale non è stato facile. Ma sono contento di essere qui”. E anche qui punto, partita e incontro per tutti i social-addicted e gli scribacchini da post eclatanti con poca competenza, che ne reclamavano l’allontanamento già a gennaio. Una follia nella follia, detto per inteso. Di Maria si conferma giocatore di altra categoria, un fuori quota che sa sfiorare l’empireo calcistico con i suoi piedi da fuoriclasse e un cervello fine che vede cose che altri manco immaginano. Angel, la luce della Juve.

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