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Le infinite vite della Juventus e il suo grido di battaglia in campo e in TribunaleTUTTOmercatoWEB
mercoledì 1 marzo 2023, 16:20Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Le infinite vite della Juventus e il suo grido di battaglia in campo e in Tribunale

Torino è bianconera. Ancora una volta. Ormai non fa più notizia, anche se in questa strana notte in cui s'è visto tutto il bello e il brutto della Juventus di questa stagione, il timore che le cose potessero andare male lo abbiamo avuto più o meno tutti. Ma, alla fine, Torino è bianconera. Ancora una volta. Prima di ripercorrere tutte le emozioni di una notte da ricordare, è sempre imperativo fare un passo indietro per mettersi dalla giusta distanza e osservare lo scenario dalla giusta direzione per percepire la grandezza davanti ad un qualcosa che da vicino sembra piccola, troppo piccolo per appartenere alla Juventus. Questione di prospettive.

In questa stagione la Juventus s'è fatta male da sola con un mercato che non ha funzionato; ancora non ha avuto la rosa al completo; si è fatta male con Allegri e con qualche bega da spogliatoio; è stata perseguitata da voci di apocalisse vicina, è stata defraudata pubblicamente, in diretta Mondiale, di una vittoria contro la Salernitana perché "il Var non aveva la telecamera che avrebbe inquadrato Candreva che teneva in gioco Bonucci sul gol di Milik" e comunque Gravina e l'Aia non hanno ritenuto neanche di doversi scusare, anzi, arbitri promossi. Juventus che poi si è lasciata distrarre nella notte di Napoli quando invece di portarsi a -4 è scivolata a -7 con 5 gol incassati in una partita in cui il primo tempo poteva finire 2-2. Poi sono arrivati gli incomprensibili 15 punti di penalità che presto verranno cancellati come il ricorso depositato al Coni oggi dalla Juventus ha cancellato ogni singola accusa poggiata sul nulla da parte del procuratore federale Chinè pronto a cambiare lavoro. Anzi, già lo ha trovato. Si è trovata ad un certo punto senza società e senza poter far mercato o dare garanzie a nessuno. Ha sbandato, si è ritrovata e ha ripreso a correre. Ha scoperto, grazie ai suoi tifosi diventati esploratori internauti, che le stanze delle Istituzioni pullulano di tifosi napoletani che odiano la Juventus. E pensare che ci avevano raccontato sempre il contrario. O magari qualcuno aveva creduto all'ex vice direttore della tv di Stato (non una televisione locale) travestito da giornalista imparziale e che, finito sotto processo per accuse di molestie contro l'ex compagna, e fatto fuori dalla suddetta emittente nazionale, ha usato i social per sventolare il suo amore per il Napoli (non c'è nulla di male) e odio per la Juventus (malissimo). 

Ci avevano raccontato che nei tribunali la Juventus era super protetta, poi abbiamo scoperto che uno dei pm del pool alla guida dell'indagine Prisma sulle plusvalenze divenuta, poi, un vero e proprio processo alla Juventus, tale Ciro Santoriello, non aveva mai nascosto il suo "odio" verso la Juventus da "super tifoso del Napoli" e che l'Associazione Nazionale della Magistratura non solo non prendeva le distanze ma sdoganava il termine "odio" considerando un lecito lessico da tifo, il tutto mentre le Istituzioni sportive fanno di tutto per propagandare il rispetto e l'educazione negli stadi. Anzi no, abbiamo scoperto che lo fanno soltanto all'Allianz di Torino. Perché lavora soltanto la Digos di Torino così come la Procura. Le altre chiudono un occhio, anzi, dormono. Abbiamo sentito dire dal giudice Mario Luigi Torsello che "Tempestività pervade gli istituti ordinari: la certezza assoluta comporterebbe un rallentamento del procedimento sportivo" e cioè che siccome la giustizia ordinaria è troppo lenta, quella sportiva sceglie di sentenziare e punire anche soltanto ipotizzando un reato pur non avendone la certezza perché non ha di certo il tempo di permettere ad un accusato di difendersi. E poi abbiamo sentito avvocati come Marengo dire che "la Juventus riavrà i 15 punti ma poi finirà in Serie B per la manovra stipendi perché anche se non ho letto i fascicoli ma l'escamotage è chiaramente servito all'iscrizione". Ignorando che la Juve ha rispettato i parametri imposti dalla Figc per conservare l'indice di liquidità:cessioni, abbassamento monte ingaggi e ricapitalizzazioni. Chissà in quanti lo hanno fatto. Ah, già, le altre Procure hanno l'autorizzazione a dormire. Si corre solo a Torino, ma nei confronti della Juventus, ovviamente.

Ed ecco che possiamo finalmente tornare a parlare di calcio giocato e dell'ennesimo derby vinto sul campo dalla Juventus, ma da questa prospettiva avete idea della grandezza dietro una "semplice vittoria". Quanti club, quante squadre sarebbero scoppiate davanti soltanto ad una piccolezza rispetto  quello che ha subito quest'anno la Juventus? Pochissime, forse nessuna. La Juventus invece è lì, a 35 punti, dieci dalla zona Champions, anche se dovrebbe riavere (e magari presto li riavrà) 15 punti tolti con calcolo e motivazioni assurde e quindi dovrebbe essere a 50, anzi, 52 visto il gol regolare contro la Salernitana (ma quello nessuno lo potrà restituire). Ecco perché gli approcci sbagliati, le formazioni non sempre azzeccate, il baricentro basso, i gol sbagliati, gli errori difensivi che comunque, conti alla mano, non impedirebbero alla Juventus di essere seconda in classifica a -13 dal Napoli (tanti comunque, per carità) sono nulla rispetto al resto. 

Ma la Juventus si è chiusa nelle sue stanze e invece di fare casino, ha scelto la risposta nelle aule e in campo. E le risposte stanno arrivando ma siccome dietro tutto questo c'è presumibilmente la longa manus di Ceferin che deve vendicarsi contro la Juventus e ripudiarla dall'Europa, ecco che la SuperLega diventa una missione in più da continuare ad appoggiare per provare a fare scacco matto a chi, con tutti i modi meno leciti possibili, vuole danneggiare la Juventus e punirla per essersi ribellata ad un monopolio dittatoriale non autorizzato ma su cui, anche qui, s'è scelto di chiudere entrambi gli occhi, su Ceferin e i suoi amici, uno dei quali, Nasser Al-Khelaïfi, è indagato con l'accusa di rapimento e tortura ai danni dell’imprenditore franco-algerino Tayeb Benabderrahmane che sarebbe in possesso di documenti compromettenti ai danni di Al-Khelaifi sull'assegnazione del Mondiale in Qatar e tanti altri misfatti. Proprio lui, il prescelto da Ceferin a sostituire Agnelli alla guida dell'Eca. 

Impressionante, vero? Capito perché ora, più che mai, vincere è l'unica cosa che conta? Nelle aule, in campo e con un modello calcistico alternativo in Europa?

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