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tmw / juventus / Editoriale
Juve salvata in extremis da Gatti: dove sono le certezze?TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:53Editoriale
di Savi Carlone
per Bianconeranews.it

Juve salvata in extremis da Gatti: dove sono le certezze?

Un tempo benino, un gol preso al primo tiro in porta, e poi tra paura e confusione il punto arriva di nuovo da uno dei giocatori ai margini del progetto.

C'è un fine settimana nel quale il calendario propone una fila di scontri diretti, per quanto si sia solo alla terza giornata e si possa utilzzare questo termine.

A Milano gli ultimi cinque minuti, con il risultato in parità, sono un condensato di errori, orrori, gol sbagliati ed una zampata di un campione che porta tre punti da una parte.

A Roma c'è una squadra che, sotto di un gol, spinge a pieno organico e la ribalta facendone due.

A Torino, quello che una volta era un big match diventa in realtà un esame di maturità per capire quanto, soprattutto emotivamente, si possa reggere il passo di chi davanti porta dalla propria parte anche la fortuna. Juve e Milan, chiuso il mercato, sono due squadre tutte da scoprire. E se aggiungiamo che a Spalletti mancano un bel po' di giocatori ed Amorim butta per la prima volta dall'inizio l'amuleto Rabiot, l'incognita c'è già dal fischio d'inizio.

Tanto vale andare sul sicuro e srotolare il nastro con un film non dissimile dal solito, almeno per la sponda bianconera. La Juve fa un tempo la partita, irrobustendo i numerini che tanto piacciono agli amanti della statistica. Ma, nonostante il possesso, Kolo Muani là davanti tocca un pallone nel primo quarto d'ora e allora tornano i tanti punti interrogativi che i numeri non spiegano. Con il Milan dedito a star lì rintanato, non bastano la voglia di Nico Gonzales, la solita imprevedibilità di Conceicao e la freschezza di Alajbegović a creare occasioni davvero degne di questo nome. 

La ripresa si apre con un altro episodio abituale: Conceicao che prende il solito palo. Normalmente, è la partenza di qualcosa di più. Ma il caldo di Torino sgonfia l'euroria, tanto che proprio un attimo prima della pausa idratante, la gara offre un altro pezzo di nastro già noto: l'attaccante - il solito Kolo Muani in versione sbiadita - che non gestisce la palla, la squadra che legge male una ripartenza, e il portiere che prende gol al primo tiro in porta. Fantasmi di un passato non troppo lontano, compreso il VAR che ignora completamente un fallo su Kolo Muani in partenza. 

Non siamo a San Siro, non siamo all'Olimpico. La Juve non ha lo spessore psicologico della grande squadra attrezzata comunque a trovarsi la strada per la vittoria, è un cucciolo un po' spaventato e non reagisce; per fortuna, il Milan è una squadra ancora troppo immatura per azzannare. Nella girandola di cambi, si chiude con quelli da lotteria: sulla ruota di Torino esce il ruggito finale di Gatti, come fu a Roma in quell'epico 3-3.

Pareggio.

Di fatto, dopo tre giornate, Kolo Muani non ha ancora fatto gol e l'etichetta della sua valutazione di mercato sembra appesantirsi ogni minuto di gioco un po' di più.

Di fatto, in due giornate di fila in casa, la Juve viene una volta trascinata da Nico e Koop, e un'altra volta salvata da Gatti - su assist di Koop -. Gente apparentemente buona per fare cassa che si trova di colpo protagonista: l'ottimista legge la (ri)nascita di straordinarie alternative, il pessimista scorge il dubbio sulle certezze.

E allora, pur con tutti gli interrogativi, rimane buono il punto, alla fine. Perché, soprattutto in questo tipo di serate, parafrasando il maestro Vujadin Boskov: "Pari y meglio che scònfita".

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