Contro la Lazio va ritrovato l’attacco, osando di più
La Coppa Italia ha sancito un concetto chiaro, l’attacco della Juventus è in una situazione di stasi. Nessuna realizzazione, poca brillantezza e forma non eccellente dei singoli interpreti, convalidando il pensiero che il momento degli avanti bianconeri, nelle ultime settimane, non appare positivo e lucente. Gli attaccanti, presi uno ad uno, hanno fornito delle prove opache, al limite dell’insufficienza conclamata: Di Maria, dopo la grande azione iniziale e il tiro di destro deviato da Handanovic, si è un po’ perso nel traffico della densità del centrocampo, non fornendo scintille e schegge utili in zona gol, sino alla sostituzione che lo ha visto, uscire dal terreno di gioco, con la faccia rabbuiata per l’insoddisfazione. Vlahovic ha fatto davvero poco, un colpo di testa innocuo nel prima frazione e uno, difficile in arretramento, nel secondo tempo, poi null’altro in zona gol, anche se il ragazzo appare in crescita nei movimenti a cucire il gioco e a far salire i compagni: a lui si richiedono letture migliori in area di rigore, in attesa di ricevere rifornimenti, che spesso giungono con il contagocce.
Smarcarsi dalla morsa avversaria per battere a rete, Dusan deve migliorare in questo dettaglio imprescindibile. Milik, che solitamente ha un buon impatto sulle gare, si è visto poco e lo si ricorda solo per l’occasione clamorosa messa a lato di piatto, per il resto nulla di memorabile, mentre Chiesa, che attraversa un periodo cupo, tra dolori e insicurezze psicologiche, non è mai riuscito ad imprimere ritmi e scatti ad una Juve che ha molto bisogno dei suoi contributi. Kean, match winner contro il Verona e miglior marcatore juventino, in rapporto tra minuti giocati e gol messi nel sacco, è rimasto in panchina e sabato contro la Lazio sarà nuovamente squalificato. Insomma, all’Olimpico contro una Lazio temibile, l’attacco di Madama ha bisogno di una sferzata d’energia e di reti, considerando che nelle ultime gare le punte hanno latitato sottoporta: Kostic in gol contro l’Inter al Meazza, contro la Sampdoria, doppietta di Rabiot, un gol di Bremer ed uno di Soulè nel finale, unico attaccante ad aver segnato nelle ultime sfide, come Kean contro gli scaligeri. Insomma, un po' poco.
Serve fare di più, con maggiore lucida reattività: Vlahovic, che finalmente sta bene fisicamente, è andato a segno solamente 4 volte da gennaio tra campionato e coppe, Di Maria, anche se non è propriamente un attaccante ma gioca nella zona in cui può far molto male agli avversari, ha marcato 7 gol da gennaio fino ad oggi, con alcune prestazioni rimarchevoli. Al cospetto di Sarri servirà una prestazione di squadra, un undici compatto, in grado di supportare attaccanti ed inserimenti dei centrocampisti, osando di più rispetto alla prima semifinale di Coppa Italia: lapalissianamente l’importante è segnare e vincere, per continuare la risalita ragguardevole in classifica. Poi se dovesse sbloccarsi l’attacco tanto meglio, ad una Juve in corsa su tre fronti servono, anche e soprattutto, i gol degli avanti, a maggior ragione in un mese come questo, che può rivelarsi decisivo per gli obiettivi stagionali.


