La Juve vola in classifica senza brillare e punta l'Inter in coppa
Sono passate ventotto giornate di campionato e potrebbero sembrare poche per quante partite la nostra mente ha invece memorizzato tra coppe e mondiali, eppure stiamo arrivando al dunque nel massimo dell'incertezza. A condizionare è stata la componente “tempo” che ha spaccato in due la stagione per spostarsi al caldo del Qatar in pieno autunno. Ma c'è stato anche un altro motivo che, nello stesso periodo, ha calamitato l'attenzione dell'opinione pubblica sulle questioni extra calcio, appesantendo la bruttezza di molte partite del nostro campionato. La bagarre in classifica è evidente e sembra premiare chi sta vincendo a mani basse lo scudetto - per meriti e mancanza di una vera antagonista – e chi è fuori dalle coppe come la Lazio. E dopo il poker al Napoli mettiamoci anche il Milan. Attenzione però a fare i conti senza la Juventus perché la data del 19 aprile produrrà “ricorsi” di malcontenti. Sarà infatti in quella data che si proverà a rimediare al disastro causato della penalizzazione a campionato in corso e senza ragionevoli prove se non quelle molestatrici della politica sportiva, capace di dimostrare tutto il contrario di tutto a proprio comando.
Classifica – L'unica che non può ridere è l'Inter. L'ultimo turno di campionato ha rimesso in forte discussione la sua compattezza e la sicurezza di riconferma dell'allenatore. Questione di feeling e di risultati che cominciano a latitare visti i dieci ko. Tolto anche il Napoli risvegliato dalla pennichella sulla nuvoletta tricolore, tutte le altre big hanno fatto un balzo in avanti. Pimpante la Lazio con la migliore difesa della serie A, audace il Milan a rovesciare anche i pronostici di champions e tosta la Juve capace di graffiare con un unico acuto che la tiene appesa a due classifiche, reale e ipotetica, distanti quindici punti. In mezzo Atalanta e Roma tra le più vicine da raggiungere anche solo con l'inerzia della rimonta.
Allegri – Ed è proprio l'effetto rimonta che sta impressionando, dando una spinta all'orgoglio per l'ingiusta penalizzazione inflitta. La Juve, col Verona, non ha vinto di corto muso. Ha battuto una squadra modesta, questo sì, con lo sforzo giusto di tutti e con la voglia di superarlo senza fronzoli. Le scelte, magari non tutte condivisibili, hanno dato ragione ad Allegri con l'occhio già puntato sulla semifinale di coppa Italia. In altre occasioni non avrebbe rinunciato a Kostic, Di Maria e Vlahovic – senza contare Chiesa - per poi buttarli nella mischia per riscaldare i muscoli in vista della semifinale. A dimostrazione che la doppia sfida con l'Inter convalescente è il primo mini-obiettivo da superare. La settimana santa si chiuderà poi con la Lazio alla vigilia di Pasqua.
Appunto - Un appunto al mister va però fatto. Non è questo il momento di enfatizzare platealmente gli errori dei singoli e di squadra. I risultati pur con difficoltà arrivano, ma è evidente che i problemi extra campo quanto il mix di giovani e veterani hanno bisogno di tempo e soprattutto fiducia. E se la si chiede ai tifosi, è doveroso aspettarsela fino al fischio finale anche dall'allenatore. Non è la prima volta che invece Allegri sbraita e scappa nello spogliatoio. E proprio perché non è la prima volta, servirebbe restare a soffrire sul campo con la squadra e coi tifosi.


