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Subito al Tar per annullare un procedimento illegittimo. Meglio in Lega Pro che in A alle condizioni di GravinaTUTTOmercatoWEB
mercoledì 10 maggio 2023, 19:00Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Subito al Tar per annullare un procedimento illegittimo. Meglio in Lega Pro che in A alle condizioni di Gravina

Ammetto che c'è stato un momento in cui anche la mia pazienza ha vacillato. Un momento di sconforto che mi ha portato, davanti al teatro dell'assurdo messo in essere anche dal Collegio di Garanzia del Coni, a pensare che tanto sarebbe una battaglia contro i mulini a vento. Come puoi combattere un sistema giudiziario (quello sportivo) in cui si contempla la pena afflittiva e cioè il doverti togliere qualcosa e farlo in tempi brevi, passando anche sul diritto alla difesa di un individuo o un club? Come si può combattere con un sistema giuridico che, nel rivendicare la sua autonomia, tende a fare un po' come gli pare, come inserire l'articolo 4 (quello della slealtà sportiva) a proprio piacimento senza doverlo spiegare. Come si fa a combattere con un sistema giuridico che, pur sconfessandosi da solo davanti all'arbitrato del Coni, poi si vede rimandare indietro il procedimento per una nuova riformulazione pur di punire una società su una norma che, tra l'altro non esiste? Già, perché tutto questo si fonda sempre su una norma, quella sulle plusvalenze, che non esiste. E hai voglia a dire "si ma la Juventus metteva in scena una sistematicità" mentre per gli altri club erano "occasionali". E che significa? Come se mi dicessi che, siccome mi sveglio prima degli altri la mattina, riesco a parcheggiare sempre la macchina in un posto dove non c'è un divieto e quindi lo occupo pure se non è mio ogni giorno al posto di un altro. Se non c'è divieto non c'è multa. Così è nella vita normale, così non è nella giustizia sportiva. Almeno se c'è di mezzo la Juventus.

Altra storia è la questione della manovra stipendi dove, per carità, il dito va puntato anche verso la società Juventus. Un club che vince 9 scudetti di fila, almeno un trofeo per un decennio intero che si fa trovare con le mani nella marmellata sapendo che faranno di tutto per guardarti dentro e fuori pur di trovarti una colpa è, anche in questo caso, una cosa pazzesca. Un altro, questa volta colpevole, monologo nel teatro dell'assurdo. In questo caso qualche colpa AMMINISTRATIVA della Juve esiste, ma la cosa più sbagliata la Juventus l'ha commessa nella leggerezza con cui ha operato nella gestione del bilancio nel periodo della pandemia, pur di uscire più pulita possibile da una situazione debitoria. E la cosa assurda è che il CdA comandato da Andrea Agnelli non lo ha fatto neppure per non mettere a rischio l'indice di liquidità (quindi l'iscrizione al campionato) ma per non essere costretto a dover andare tutte le volte dal cugino a chiedergli di mettere mani al portafogli per coprire i "buffi". Una cosa assolutamente non da Juventus. E mentre, dopo aver costruito l'impero durato un decennio, Agnelli si perdeva in presuntuose manovre pur di non ammettere che l'affair Ronaldo era stato economicamente un fallimento, in Italia si piazzavano le pedine ai posti di comando prima di lanciare l'attacco incrociato alla Juventus al primo pretesto. Un po' come la scena iniziale di Indipendence Day.

Quindi in definitiva si, sulla manovra stipendi la Juventus ha sicuramente delle colpe che però può espiare con una forte ammenda. Ma sulle plusvalenze dopo Chiné e la procura federale, dopo Gravina e il suo strampalato ricorso al Consiglio di Stato pur di non permette la difesa alla Juventus davanti ad un documento che non avrebbe comunque pregiudicato l'impianto d'accusa, anche il Collegio di Garanzia del Coni ha deciso di interpretare un ruolo nella farsa del teatro dell'assurdo. Ancora una volta il riferimento al sito Transfermarkt per giustificare i valori di calciatori dati da un tifoso del Werder Brema che gestisce il sito per hobby. Il ritenere giusto un processo partito con un capo d'imputazione che poi si è tramutato in pena per una colpa mai imputata ad inizio processo per non parlare dell'accorpamento illegittimo tra responsabilità soggettive e oggettive per il quale si è risposto con un elementare (nel senso della scuola) "si può fare". Ma, esattamente, di che cosa stiamo parlando? E per quale motivo, dopo che sia Arrivabene che Agnelli si rivolgeranno al Tar non ci va anche la Juventus? Perché scendere a patti con questa gente qui? Con questo sgangherato sistema sportivo tenuto in piedi dalla politica del pallone?

Ribadisco quanto scritto prima: la Juventus deve pagare solo le colpe di cui si è macchiata e deve imparare a non mettersi più in determinate situazioni, una società con questa storia alle spalle non può scivolare su bucce di banana simili. Resettare tutto, imparare dagli errori del passato, ristrutturarsi con Calvo a comando della società (magari anche come presidente), Giuntoli a capo dell'area sportiva, Pompilio capo scout e Stefanelli, Cherubini, Tognozzi e Manna a gestire Next Gen. e Woman. In panchina, dopo un ringraziamento infinito all'Uomo e Juventino Massimiliano Allegri, un nome nuovo (Tudor?)per una Juve diversa

Ma prima di tutto questo si vada al Tar senza "se" e senza "ma". A far cadere uno per uno i colpevoli di una delle stagioni più falsate (Napoli a parte) che storia ricordi. A far cadere Gravina, Presidente della Federazione, "guidato" da Ceferin per buttare la Juventus (promotrice della SuperLega) fuori dalle coppe con, in premio, una poltrona di vice presidenza Uefa. A far cadere il procuratore Chiné, che verrà ricordato per sempre come l'uomo che fondò l'accusa del processo alla violazione di una norma che non esiste basandosi sui valori dati ai calciatori da un sito di amatori. Buttare tutti giù per terra per ricostruire le basi anche della Federazione e, magari, rivisitare una Lega in mano a due soli padroni. Inutile dire chi sono. Altro che Europeo 2032, le istituzioni calcistiche italiane, così come sono strutturate, non meritano neanche di organizzare un torneo parrocchiano. 

Si vada al Tar per tutto questo. Per la storia della Juventus. Per pagare le giuste colpe e non più anche quelle degli altri. Per dimostrare di essere più forti della politica. Per loro, i tifosi, quelli di cui tutti si riempiono la bocca ma ai quali nessuno pensa davvero.  

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