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Esclusiva TMW

Luciano Moggi: “Juve migliorata ma ci vorranno un paio d’anni. Giraudo? Non volevano neanche lui, è tifoso del Torino. Ma sarà sempre un fratello”

Esclusiva TMW
Alessio Alaimo
autore
Alessio Alaimo
venerdì 4 settembre 2026, 08:30A tu per tu
04.09.2026 08:30A tu per tu
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

“Le parole di Giraudo? Condivido tutto quello che sostanzialmente ha detto, cioè che è stata l’invidia a scatenare Calciopoli”. Così a a TuttoMercatoWeb l’ex dg della Juventus Luciano Moggi a proposito delle dichiarazioni di Giraudo.

Ha parlato anche di lei. E ha fatto riferimento ad una comunicazione vanitosa.
“Quando parla di comunicazione vanitosa non è la comunicazione in sé. Ma le intercettazioni di cui ha usufruito anche lui. Non ho mai detto di essere più bravo ma che eravamo tre persone che sapevano il fatto loro, mi hanno fatto apparire anche piu bravo.
A proposito di Giraudo anche accennato che avrebbe potuto prendere un posto in FIGC”.

Oggi come sono i vostri rapporti?
“Buoni. Ma non mi sono piaciute le sue dichiarazioni e quindi voglio puntualizzare alcune cose”.

Prego.
“Boniperti non c’era più. E non è che non mi volessero. Non volevano né me e ne lui. Lui era un tifoso del Torino riconosciuto, io venivo dai granata. Ha detto di me ma doveva dire anche di lui. Quando abbiamo litigato negli spogliatoi con Paparesta c’era anche lui e nessuno lo ha mandato via. Eravamo in simbiosi anche quando abbiamo chiamato Agnelli per dirgli che avevamo preso Capello. Gli ho sempre voluto bene e continuerà ad essere un fratello. Ma bisogna stare attenti a parlare con i giornali, occorre dire le cose giuste. La realtà che conta è perché si è svolto Calciopoli: l’avvocato della Juventus è andato a dire di mandarci in B e così è stato”.

Lo chiamerà?
“Non è mica cambiato niente. Abbiamo ottimi rapporti e voglio mantenerli. Però bisogna stare attenti a quello che si dice anche per come viene poi riportata. A distanza di vent’anni poi è troppo facile parlare. Ha detto che riconosce la mia capacità di gestione. Esiste anche quella di comprare e poi rivendere e ciò ha portato la Juve a non chiedere mai aumenti di capitale”.

Come vede la Juve di oggi?
“È migliorata. Si passa dagli algoritmi alla cognizione del calcio e la conoscenza della materia e questa è la cosa più importante. Massara, Ottolini e Carnevali conoscono la materia. Ma per rimettere a posto le cose ci vorranno un paio d’anni”.

© Riproduzione riservata

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