Giocare con coraggio non solo quando si va sotto
Gatti il goleador di Coppa, il marcatore che non ti aspetti. Federico salva la Juve dalla sconfitta all’ultimo respiro di un match complicato, ma una semifinale di una coppa europea non può avere guisa diversa. La sua testata sul gong finale, con un grande assist dalla cabeza di Pogba, evita la caduta interna ai bianconeri e lascia aperto il discorso per il ritorno, che sarà molto complicato. La formazione iniziale non è sembrata azzeccatissima, soprattutto per lo scarso rendimento di Miretti nel mezzo e per un modulo che ha lasciato troppo campo agli spagnoli che, dopo i primi venticinque minuti di una discreta Juventus, si sono infilati in area con troppa semplicità. Siviglia aggressivo, veloce, con un pressing feroce e altissimo, Madama che ha rischiato e traballato, sbagliando però un gol clamoroso con Vlahovic. Nella seconda frazione la Juve deve, per forza di cose, recuperare e alza il baricentro, gioca con più coraggio, osando, anche con gli ingressi di Iling Jr e Chiesa, anche se non arrivano grandi verticalità e conclusioni a rete, solo quella del ragazzo inglese da fuori area.
La Juventus però ci prova fino alla fine, e ci mette forza, carica a testa bassa, dietro non rischia più di tanto, ma la domanda che sorge spontanea è semplice quanto banale: perché la Juve deve sfoderare il coraggio di arrischiare solo quando va sotto di un gol? Un problema già visto, notato e sottolineato altre volte in questa stagione. Il fatto di attaccare, di provare a mettere l’avversario là nella propria area, oltre a produrre entusiasmo dalle gradinate e nelle gambe dei giocatori, consente di limitare le giocate avversarie. Vanno bene gli equilibri, vanno bene le posizioni da mantenere sul terreno di gioco, ma se non si sfruttano le fasce a dovere, e soprattutto, se non si fa sfoggio di audacia e temerarietà nelle giocate, tutto diventa inutile.
Certo i cambi sono serviti in questo, l’ingresso di un giocatore stellare come Pogba ha aiutato, nonostante la sua forma fisica non certo ideale, ma serve saper osare, provare a giocare davanti per mettere sotto pressione un avversario che si chiude bene, riparte, ma che nel primo tempo ha lasciato, per la prima parte di gara, ampi spazi agli esterni bianconeri. A Siviglia sarà durissima in un catino incandescente, ma la Juve, per provare a staccare il pass per la finale di Europa League, dovrà pensare ad attaccare con maggior convinzione e con un atteggiamento aggressivo e feroce sin dal primo minuto. Altrimenti diventerà davvero dura passare, perché senza coraggio non si arriva in fondo.


