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Woltemade, c'è qualcosa dietro!TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Woltemade, c'è qualcosa dietro!

Woltemade è molto più di un centravanti di 1,98: tecnica, dribbling e gioco tra le linee. Ecco caratteristiche e possibile utilizzo nella Juventus.

Il primo errore sarebbe guardare Nick Woltemade, leggere 1,98 metri di altezza e immaginare il classico centravanti d'area al quale affidare una quantità industriale di cross. Il nuovo attaccante scelto dalla Juventus è quasi l'opposto: possiede il corpo di un numero 9 vecchio stile, ma ragiona e si muove spesso come un numero 10. Ed è proprio questa particolarità ad averlo reso interessante per Luciano Spalletti.

La Juventus si prepara ad accoglierlo in prestito dal Newcastle dopo una stagione inglese complicata. Il tedesco ha scelto Torino anche per ritrovare continuità e un ruolo centrale, fondamentale pure in prospettiva nazionale tedesca. 

La vera domanda, però, è un'altra: dove giocherà Woltemade e quanto può adattarsi alla Juventus di Spalletti? La risposta è intrigante: potenzialmente in diversi modi. Woltemade, 1,98 metri ma non chiamatelo centravanti boa Woltemade è un'anomalia calcistica.

Un giocatore di quasi due metri normalmente viene valutato innanzitutto per gioco aereo, presenza nell'area e capacità di giocare spalle alla porta.

Il tedesco sa utilizzare il proprio corpo per proteggere il pallone, ma la sua caratteristica più interessante è un'altra: gli piace ricevere lontano dalla porta. Allo Stoccarda tendeva ad abbassarsi, occupare gli spazi tra centrocampo e difesa, ricevere tra le linee e successivamente girarsi.

I dati della sua stagione dell'esplosione raccontavano qualcosa di sorprendente: circa 1,7 dribbling riusciti per partita, rendimento che lo collocava tra i migliori attaccanti dei cinque principali campionati europei in questa specialità.  Per un giocatore di 1,98 è un dato che racconta molto più di qualsiasi definizione.

La qualità migliore: far giocare gli altri

Woltemade ama avere il pallone, può ricevere spalle alla porta e proteggere il possesso, ma può anche girarsi e condurre. Ha visione di gioco e una buona sensibilità nel passaggio. Nella sua grande stagione allo Stoccarda aveva creato 37 occasioni per i compagni, con numeri molto interessanti anche per azioni che portano alla conclusione.  È qui che comincia a diventare particolarmente interessante per Spalletti. La Juventus non deve necessariamente chiedergli di segnare 25 gol. Può chiedergli di farne segnare di più agli altri.

Woltemade-Kolo Muani: la combinazione più affascinante

La prima soluzione potrebbe essere anche quella maggiormente intrigante: Woltemade dietro Kolo Muani. Il francese ama attaccare lo spazio. Il tedesco preferisce spesso venirgli incontro. Sono movimenti complementari.

Immaginiamo Woltemade che si abbassa sulla trequarti trascinando con sé un centrale. Kolo Muani può immediatamente attaccare lo spazio lasciato libero. Oppure il tedesco riceve, protegge il pallone e serve di prima l'inserimento del francese. È una situazione nella quale le caratteristiche dei due potrebbero valorizzarsi reciprocamente.

Non a caso, chi lo ha studiato approfonditamente lo considera più efficace in un sistema con due attaccanti o alle spalle di una punta che come unico riferimento centrale di un tridente. 

Può giocare anche centravanti

Naturalmente Spalletti potrà utilizzarlo anche come numero 9, ma sarebbe un nove differente da quello tradizionale. Con Woltemade centravanti, la Juventus potrebbe costruire una sorta di falso nove gigante. Il tedesco verrebbe incontro lasciando gli spazi alle proprie spalle per gli inserimenti di Conceição, Alajbegovic e, quando tornerà, Yildiz. Una caratteristica particolarmente interessante contro le squadre che difendono basse.

Woltemade può ricevere tra le linee e costringere un centrale a scegliere: seguirlo oppure rimanere nella propria zona? Seguendolo si apre lo spazio alle spalle. Restando fermo, gli si permette di girarsi. Sono esattamente quelle situazioni tattiche che piacciono a Spalletti.

Non è velocissimo: qui Spalletti dovrà lavorare

Naturalmente esistono anche dei limiti. Woltemade non possiede l'esplosività di Kolo Muani e non è un attaccante costruito per guidare continuamente il pressing ad altissima intensità.

Proprio questa caratteristica ha contribuito alle sue difficoltà nel Newcastle, una squadra che gli chiedeva un calcio estremamente aggressivo e dispendioso senza pallone. Nel corso dell'esperienza inglese è stato infatti utilizzato anche da numero 10 e persino in una posizione più arretrata, proprio perché rende meglio tra le linee che attaccando costantemente la profondità.  Spalletti dovrà quindi evitare un errore: chiedergli di diventare qualcosa che non è.

È alto, ma non è un fenomeno nel gioco aereo

C'è un'altra curiosità importante. Essere alti 1,98 non significa automaticamente dominare di testa. Woltemade ha migliorato questo fondamentale, ma non possiede ancora l'istinto del classico centravanti che attacca continuamente il secondo palo. Anche i suoi numeri nei duelli aerei sono buoni senza essere eccezionali rispetto alla sua struttura.  Quindi attenzione all'equivoco.

La Juventus non ha acquistato una torre alla quale buttare palloni sperando che succeda qualcosa, ha preso un giocatore tecnico che, casualmente, possiede anche un fisico gigantesco. È molto diverso. Il grande margine di miglioramento: diventare più cattivo. È probabilmente qui che Spalletti può incidere maggiormente.

Woltemade deve diventare più centravanti senza perdere le qualità da trequartista.

Nella stagione della consacrazione produceva circa 2,5 conclusioni ogni 90 minuti: non tantissime per un attaccante. La cosa interessante, però, è che tendeva a tirare da posizioni di qualità, prevalentemente nella zona centrale dell'area.  La Juventus dovrà convincerlo ad attaccare maggiormente la porta Più movimenti sul primo palo. Più presenza nell'area piccola. Più aggressività sulla seconda palla.

Se riuscirà ad aggiungere questi aspetti senza perdere la propria capacità associativa, il potenziale diventa enorme.

L'assenza di Yildiz può accelerarne l'inserimento

C'è poi una situazione contingente che potrebbe cambiare immediatamente i programmi. Yildiz sarà assente a lungo e Spalletti perde il principale riferimento creativo della squadra. Woltemade può contribuire a compensare almeno parzialmente quella perdita. Non facendo il lavoro di Yildiz, naturalmente, ma aumentando la qualità associativa centrale.

Una Juventus con Conceição, Woltemade e Kolo Muani potrebbe, per esempio, avere il tedesco libero di muoversi dietro il francese.

Un'altra soluzione sarebbe un 4-2-3-1 nel quale Woltemade parte da centravanti ma continuamente si abbassa, consentendo al trequartista e agli esterni di attaccare l'area.

Anche Alajbegovic può beneficiarne

Attenzione inoltre all'intesa con Kerim Alajbegovic, il giovane bianconero ama ricevere tra le linee e possiede qualità nell'ultimo passaggio, un attaccante come Woltemade può diventare un interlocutore ideale: sponda, uno-due, scarico e immediato movimento verso la porta. Lo stesso discorso varrà, una volta recuperato, per Yildiz. Woltemade potrebbe diventare il giocatore che collega il talento dei trequartisti con la profondità di Kolo Muani.

La Serie A potrebbe essere più adatta della Premier

Questo sarà uno degli aspetti più interessanti da verificare, la Premier gli ha chiesto un livello di intensità, pressing e continui duelli in campo aperto che non sempre ha esaltato le sue caratteristiche. Il Newcastle stesso ha progressivamente cercato posizioni differenti per sfruttarne maggiormente la qualità tecnica.  In Italia potrebbe trovare più situazioni nelle quali ricevere tra le linee e maggiori occasioni per utilizzare la propria intelligenza tattica. I difensori italiani cercheranno immediatamente di impedirgli di girarsi e dovrà imparare a liberarsi dalle marcature preventive. Ma proprio la sua capacità di muoversi da attaccante, trequartista e seconda punta può creare problemi.

Woltemade non deve diventare il nuovo Vlahovic e nemmeno essere giudicato come un centravanti tradizionale, deve diventare qualcosa di diverso: un nove e mezzo di 1,98 metri capace di far salire la squadra, creare gioco e liberare Kolo Muani e gli altri uomini offensivi.

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