Mercato in entrata in stand by in attesa di Giuntoli: vanno ceduti gli esuberi
Approccio positivo sul mercato in casa Juve. L’acquisizione definitiva di Milik, il rinnovo annuale complicato, ma riuscito, di Rabiot e l’acquisto dell’esterno statunitense Tim Weah, che sarà ufficiale da sabato, hanno creato aspettative tra i tifosi. C’è ancora tanto da fare in entrata, sui terzini per esempio, senza disdegnare qualcosa in mezzo al campo, ma al momento la priorità in casa Juventus è quella di piazzare gli esuberi stranieri, che gravano pesantemente sui bilanci della società, sforbiciando via ingaggi pesantissimi e facendo partire chi non farà più parte del progetto. Arthur, ad esempio, percepisce ben 5 milioni netti annui più bonus, un vero dissanguamento per i bilanci non floridi alla Continassa, e di pari passo serve fare cassa, cedendo a prezzi congrui pedine che ormai non rientrano più nei piani attuali e futuri della squadra da comporre.
Giovanni Manna, che sta operando benissimo in questo frangente, sarà impegnato nelle cessioni, dopo l’obiettivo raggiunto con la dismissione di Kulusevski al Tottenham, con un incasso di 30 milioni netti. Zakaria, McKennie, Arthur e Alex Sandro sono sul mercato, ognuno di loro ha una storia differente e un’appetibilità diversa, un compito gravoso quello del neo direttore sportivo di Madama, ma il diktat è chiaro: vendere, abbassare la quota riferita ai costi del tetto ingaggi, e poi reinvestire, con occhi vigili e attenti ai bilanci in rosso. La missione non è semplice, tutt’altro, viste le situazioni legate ad Arthur e Alex Sandro, ma in questo momento la Juve ha assoluta necessità di dismettere a prezzi adeguati, tagliando i costi. Oltre a questi dettagli rilevanti, non va assolutamente sottovalutato un fattore: la Juventus attende che Giuntoli si liberi dal vincolo contrattuale con De Laurentiis, per sposare la causa bianconera. E proprio l’arrivo di Giuntoli, sperando possa presto planare ai piedi della Mole, potrà mutare alcune scelte strategiche sul mercato degli acquisti.
Quindi, sia per necessità, sia per scelta, la Juve prima di muoversi in nuove acquisizioni, intende consultarsi ed operare sotto l’occhio vigile del direttore sportivo, tanto atteso, e scelto sin dal primo momento per ricostruire basi forti e solide. In entrata si fanno i nomi di Parisi, Castagne per gli esterni bassi, a centrocampo piacciono Milinkovic Savic e Frattesi, ci sono stati sondaggi per Zaniolo e altre pedine, ma il mercato Juve, in questo primo momento dell’estate, deve lasciar spazio e campo alle dismissioni, continuando a mantenere viva attenzione, operatività e interesse su come rafforzare la rosa con le entrate. Sperando non giungano offerte mastodontiche e irrinunciabili per alcuni pezzi da novanta che Madama vorrebbe mantenere in organico, ogni riferimento a Chiesa, Vlahovic e Bremer è puramente voluto. Una situazione eterogenea, insomma, con l’incrollabile auspicio che Giuntoli possa, finalmente e in breve tempo, slegarsi dal vincolo partenopeo per poi dirigersi verso Torino. Sarà un mercato composito, serviranno pazienza e scelte giuste, perché una Juve in ricostruzione, che ha assoluta necessità di tornare competitiva, non può e non deve sbagliare nulla in questa lunga estate 2023.


