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tmw / juventus / Editoriale
Ottimizzare, scovare, valorizzare: ecco le armi di Giuntoli dopo aver realizzato il sogno "bianconero"
mercoledì 12 luglio 2023, 13:00Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Ottimizzare, scovare, valorizzare: ecco le armi di Giuntoli dopo aver realizzato il sogno "bianconero"

La vita è fatta di scelte, di passione, opportunità e cuore. A chiunque di noi potrà essere capitato di trovarsi davanti ad un bivio: cambiare vita per guadagnare di più o rinunciare perché, in fondo, riconosciamo la felicità in altri valori? Tutti quanti noi cerchiamo la strada della felicità e ogni percorso è diverso. Prendiamo Giuntoli. Juventino sin da piccolo con, nel cuore, il desiderio un domani di far parte attivamente della squadra del suo cuore. Mai avrebbe pensato che per arrivarci avrebbe dovuto sottostare a De Laurentiis per 8 anni cercando di portare allo scudetto una squadra che, fino all'anno scorso, aveva vinto il tricolore soltanto trascinata da Maradona. Detronizzare la Juventus, far vincere il Napoli e la città che più odia la Juventus proprio mentre il suo cuore sanguinava per i bianconeri. Che montagna ha dovuto scalare Cristiano...

Ma pensatelo adesso. Dopo un percorso caparbio, appoggiato al senso del dovere, alla voglia di vincere per arrivare dove voleva per meriti: eccola la sua strada per la felicità. E chi è De Laurentiis e chi sono i giornalisti di napoli o i tifosi per vietare a Giuntoli, una volta realizzato il suo sogno, di uscire allo scoperto palesando il proprio amore per la Juventus? Proprio loro che riempiono i social di video che proverebbero il tifo partenopeo di Bono Vox solo per poter dire "visto? Tutti tifano per il Napoli". La storia è sempre la stessa: tutto è concesso agli amici e "morte" ai nemici bianconeri. Ora, forse, capite meglio anche cosa deve essersi tenuto dentro negli anni Giuntoli prima di potersi liberare nel suo grido d'amore. E ora pensate ad una semplice cosa: un uomo innamorato di una squadra che, finalmente, ne diventa responsabile da capo dell'area sportiva per riportarla a vincere lo scudetto dopo 3 anni difficili, immaginate quanto esalti la voglia di lavorare di un dirigente che fa del suo senso del dovere l'arma vincente. Non troverà pace fino a quando non avrà riportato la Juventus in alto con le sue armi. E quali sono?

Il motivo per cui è stato chiamato è semplice: ottimizzare ogni risorsa, scovare il talento e farlo diventare grande in casa. I soldi ancora oggi, volendo, non sono un problema, se Elkann vuole, basta aprire la cassaforte e uscirà quello che occorre, ma siccome negli ultimi due anni sono andati in fumo oltre 700 milioni di euro, allora bisogna fare un passo indietro. Riscoprire la competenza e l'oculatezza di chi non vuole comprarsi indumenti che ancora non sa se indosserà ma che intanto acquista perché sono belli e trasmettono ricchezza. Il vero segreto di una lunga ricchezza è valorizzare ogni centesimo come se non ci fosse uno scrigno che però c'è. Valorizzare le giuste intuizioni e inseguire la bellezza con la competenza, coerenza e lucidità di scelte

Chi, evidentemente, non aveva voglia di seguire una passione che non trovava spazio in un cuore pigro e avido era Milinkovic Savic. Avrebbe potuto rispondere "no, grazie" agli arabi, esattamente come ha fatto più volte senza tentennare Allegri; avrebbe potuto dire a Lotito che o adesso o gratis tra un anno sarebbe andato alla Juventus e tutto si sarebbe compiuto. Era scritto in agenda. Ma la vita, dicevamo, è fatta di scelte e da ora in avanti la Juventus deve aprire le porte soltanto a chi la sceglie sopra ogni cosa. Come ha voluto e fatto Giuntoli che ha rinunciato a 5 milioni per realizzare un sogno. Se solo avesse saputo prima che De Laurentiis "se ne sarebbe liberato" sapendo che Cristiano era bianconero da bambino....

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