ESCLUSIVA TJ - D'Antoni: "Suarez il top. McKennie? Deve ancora dimostrare. Capello straordinario. Una volta Ibrahimovic..."
Luca Cavallero
La Juventus, tra passato, presente e futuro.
Perchè alcuni elementi - come Giorgio Chiellini e Gianluigi Buffon - fanno ancora parte della truppa bianconera al pari grado di un decennio fa. Altri, come Pavel Nedved, hanno addirittura scalato i quadri dirigenziali.
Riguardo a ciò, la redazione di TuttoJuve.com ha intervistato in esclusiva Alessandro D'Antoni, attaccante classe 1988, che ha vissuto intensamente il contesto Juventus per ben dieci stagioni.
Una lunga trafila a livello di Settore Giovanile, sino ad approdare alla prima squadra.
Partendo subito dall'attualità: da collega di reparto come giudichi il possibile acquisto di Suarez?
"Sarei molto contento. La Juve farebbe un acquisto super azzeccato: esperienza europea, internazionale, forza e qualità... Attaccante completo, con una determinazione pazzesca: queste sono cose che fanno la differenza, soprattutto dentro l'area di rigore".
Ti ha convinto, sin qui, il mercato della Juventus?
"Lo giudico in maniera molto normale rispetto ai soliti standard. Di fatto è stato acquistato un solo giocatore, McKennie, che probabilmente sarà anche un buon giocatore, ma lo deve ancora dimostrare. Mi auguro che venga preso Suarez e un paio del suo calibro. Sono molto interessato a vedere come si adatterà Arthur. Personalmente, da tifoso, il sogno è la Champions: mi sembra scontato".
Legame con i colori bianconeri nato dalla tua longeva esperienza a livello di Settore Giovanile, sino alla prima squadra. Quali sono i ricordi ancora vivi dentro di te?
"I momenti divertenti, quando partivamo e facevamo i tornei, tutti insieme in hotel: ci divertivamo davvero un sacco. Crescendo sono anche riuscito ad andare in prima squadra, allenandomi con loro e disputando anche amichevoli".
L'allenatore della prima squadra a cui senti di dover di più?
"Quello con cui mi sono allenato con maggiore continuità è stato Capello. Con noi giovani era una gran persona: ci trattava benissimo e ci dava tantissimi consigli. Poi vabbè, inutile descrivere la grandissima emozione nel calcare il medesimo terreno di gioco di campionissimi come Cannavaro, Thuram, Del Piero, Buffon, Ibra...".
E i calciatori con cui, invece, hai stretto il legame più forte?
"Non ho avuto grossi rapporti. Ricordo per esempio Giovinco, che era però mio compagno in Primavera e che successivamente approdò in prima squadra".
Qualche aneddoto particolare?
"Sì, tutt'ora a volte ci ripenso. Un giorno sono riuscito ad andare in macchina con Ibrahimovic: dal campo mi diede un passaggio fino in hotel! Per me fu un'emozione incredibile: era all'epoca ed è tutt'ora il mio idolo!".
Hai giocato anche con Immobile: te la aspettavi questa continuità realizzativa?
"Era più piccolo di noi e veniva aggregato alla Primavera dalla Berretti. La cosa che colpiva è che segnava sempre. Questa era una dote che possedeva: era più piccolo di noi fisicamente, ma già all'epoca faceva sempre gol".


