De Ligt-Demiral prove di futuro. Rabiot-Arthur svolta. Ronaldo-Morata certezze. Dybala e Chiesa incognite. E Kulusevski sgomita
Quintiliano Giampietro
La prima delle dieci tappe in programma nel giro di un mese si chiama Cagliari. Domani sera allo Stadium la Juventus deve conquistare la vittoria. Necessaria per non allontanarsi dalla vetta e vitamina preziosa per la crescita della creatura di Pirlo. Nelle prime sette giornate i bianconeri hanno accumulato solo 13 punti, frutto di 3 vittorie e 4 pareggi. Troppo poco, ricordando peraltro il 3-0 a tavolino contro il Napoli, su cui dovrà esprimersi il Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva, dopo la sentenza durissima con cui la Corte d'Appello della Figc ha respinto il ricorso di De Laurentiis.
Domani contro la squadra di Di Francesco out due senatori della difesa, Bonucci e Chiellini, ma rientrera' De Ligt, reduce dall'intervento alla spalla che l'ha tenuto lontano dai campi per oltre 100 giorni. L'ex Ajax è stato tra i migliori nella passata stagione e mostra già le sembianze del top player. Al suo fianco Demiral, per comporre la coppia centrale del futuro: 43 anni totali, uno in più di Buffon. Finora i due giovani mai insieme da titolari e solo una ventina di minuti lo scorso anno contro l'Udinese. L'altro elemento della linea arretrata sarà Danilo, uno dei più positivi nella nuova Juve. Insomma si va verso la DDD, a meno che Pirlo non decisa di schierare la linea a quattro, con Cuadrado terzino destro. Altro recupero importante Alex Sandro dopo un lungo stop per infortunio. Difficile vederlo dall'inizio.
Il centrocampo resta il reparto più in difficoltà, ma dalle nazionali arrivano buone notizie. In particolare da Rabiot e Arthur. Il francese è diventato un perno nello scacchiere di Pirlo. La sua crescita è continua, confermata anche anche con i Bleu e certificata dalle parole del ct Deschamps. "Adrien è cresciuto molto grazie alla Juve". Stesso discorso vale per Arthur, galvanizzato dal primo gol con la maglia del Brasile, contro l'Uruguay. Dopo una partenza comprensibilmente difficile causa ambientamento, l'ex Barcellona ha sottolineato la sua crescita dovuta all'ottimo lavoro svolto con Pirlo. A proposito di Uruguay, ci si aspetta una scossa da Bentancur, mentre McKennie resta una freccia importante nell'arco del Maestro.
Attacco. Ronaldo è rimasto a secco negli impegni di Nations League del Portogallo. Questa è una notizia e allo stesso tempo un ulteriore stimolo per un fuoriclasse che si nutre di gol e di record da battere. Partner del cinque volte Pallone d'Oro ovviamente Morata. La sua esperienza bis a Torino è partita nel migliore dei modi, 6 gol in 8 presenze tra Serie A e Champions, cui aggiungere quelli annullati per i fuorigioco millimetrici. Anche in questo caso l'aria di Torino ha permesso ad Alvaro di tornare in Nazionale, in cui si è sbloccato, realizzando una rete dopo un anno di digiuno.
Discorso a parte meritano Dybala e Chiesa. La Joya aveva disertato l'Argentina per un problema alle vie urinarie e si è allenato alla Continassa per ritrovare la forma migliore, smentire i suoi detrattori e allontanare le voci di mercato che tornano puntuali quando attraversa un periodo difficile. L'ex Fiorentina invece ha smaltito il problema muscolare che gli aveva fatto saltare la Lazio e torna a disposizione. Il suo impatto con l'universo bianconero è stato ottimo. Sia lui che Dybala sarà difficile vederli dal primo minuto. Chi "reclama" una maglia da titolare sulla trequarti è Kulusevski, a caccia del riscatto dopo la delusione in Nazionale. Malgrado sia stato il migliore dei suoi, il ventenne ex Parma è finito nel mirino della stampa svedese per una punizione battuta male nel match perso contro la Francia che ha spedito gli scandinavi nella Nations League B.


