Ronaldo, i senatori e il mercato le chiavi per la rimonta scudetto. Dybala alla resa dei conti. Pirlo ricorda Allegri!
Quintiliano Giampietro
La Juventus è una squadra che non muore letteralmente mai. Ormai è famosa la frase utilizzata da un noto radiocronista, quando i bianconeri rimontano o vincono all'ultimo minuto partite che sembrano destinate a esiti diversi. La sintesi efficace per sottolineare il dna di gente che non molla e vuole raggiungere il risultato a tutti i costi. Fermo restando la tecnica dei singoli e il collettivo, è soprattutto una questione di testa, quella cui spesso fa riferimento Pirlo, quando dice che la squadra non resta concentrata per tutta la durata dei match. I tanti gol incassati ad inizio gara e le rimonte subite ne sono la certificazione. Urge un cambio di tendenza, altrimenti sarà impossibile tornare in orbita scudetto. La scossa deve arrivare in primis dal tecnico, con l'ausilio dei senatori e del numero uno, alias Ronaldo.
Attraverso Instagram, il fuoriclasse portoghese ha lanciato una frecciata a chi ancora non avesse capito l'importanza della maglia e allo stesso tempo un messaggio di speranza ai tifosi. "Contro la Fiorentina prestazione scadente. Da juventini non possiamo accettarlo. Dobbiamo dare di più per ottenere l'eccellenza in campionato. Credete in noi, come noi ci fidiamo di voi. Ce la faremo". Parole chiare e dirette quelle di Cristiano, da autentico leader pronto a trascinare il gruppo e che non contempla la parola sconfitta nel suo vocabolario. La stessa scossa deve arrivare dai senatori. La sgridata di Buffon a Portanova è un segnale, come l'autocritica di Bonucci, il peggiore contro i viola: "Chiedo scusa. Meritate di più, abbiamo l'obbligo di rialzarci". Nella lista dei motivatori s'iscrive anche Morata: "Questa non è una maglia qualunque e torneremo con rabbia, grinta e determinazione".
Per la risalita serve anche qualche rinforzo a gennaio. Lo stesso Pirlo ha fatto capire che la società interverrà sul mercato. Innanzitutto c'è bisogno di un centrocampista. Al momento sembrano rinviati a giugno di discorsi legati a Locatelli e Pogba, l'ultimo nome è quello di Douglas Luiz, 22enne brasiliano dell'Aston Villa. Potrebbe essere il regista chiesto dal tecnico. La rosa necessita poi di un centravanti di scorta, i nomi di Llorente e Milik sembrano in pole position. Lo spagnolo sarebbe un ritorno, il polacco un obiettivo inseguito la scorsa estate, ma soprattutto su richiesta dell'ex tecnico Sarri. Resta inoltre da definire la questione Dybala. L'argentino pare fuori dal contesto tattico e su di lui pesa la questione rinnovo. Il botta e risposta con Agnelli ha lasciato il segno. Paratici continua a ripetere che la società è stata chiara, riferendosi alle parole del Presidente sull'esistenza di un'offerta, 10 milioni stagionali, più bonus di 2. E' arrivato il momento di definire la situazione. Ulteriori rinvii sarebbero nocivi per il ragazzo e per la stessa Juventus.
Scossa mentale e rinforzi a parte, stando ai numeri la Juventus non può più permettersi altri passi falsi se vuole riavvicinarsi alla vetta. Il ritardo dal Milan è di 10 punti, 9 dall'Inter, ma bisogna recuperare l'ormai famosa gara contro il Napoli. Gennaio sarà decisivo per l'operazione risalita: Udinese, Milan, Sassuolo, Inter, Bologna e Sampdoria le avversarie. Alla mente di tutti i tifosi bianconeri torna la stagione 2015/2016, quando al termine di una strepitosa rimonta arrivò il quinto scudetto consecutivo, il secondo targato Allegri. Dopo il ko contro il Sassuolo arrivato alla decima giornata, Madama era a-11 dalla capolista Roma. Sembrava un campionato perso, invece la Juve colleziono' 15 successi consecutivi fino allo scontro diretto contro il Napoli al 25mo turno. Rispetto ad oggi situazioni e numeri diversi. Ma spesso la storia si ripete.


