Criscitiello su TMW: “ De Laurentiis alla prova Insigne. Juve, con Dybala non puoi sbagliare. Inter, Dzeko non basta”
Redazione TuttoJuve
Michele Criscitiello su TMW: Soliti ritardi. Siamo nella settimana dell'inizio del campionato e, se ci fate caso, tutti i club devono ancora fare cose importanti. A chi manca la punta, chi parte con giocatori fondamentali della rosa in scadenza di contratto, chi deve fare i centrocampisti, chi gioca con il 4-3-3 e non ha ancora gli esterni. Il primo che parla di mercato lungo è da ricovero. Nonostante il mercato lunghissimo, da giugno, i nostri Direttori Sportivi non hanno fatto quasi nulla. Se non vendere quando si sono presentati dall'Estero con le valigie piene. Entriamo nel dettaglio. Sabato l'arbitro fischia, il pallone è in mezzo al campo, un 50% di tifosi sarà presente e noi siamo ancora con le squadre incomplete. Poi, però, si perdono 2-3 partite e diamo la colpa agli allenatori. Alt. A fine ritiro la squadra devi averla già bella e pronta.
De Laurentiis continua a giocare con il fuoco ma i napoletani non meritano di perdere Lorenzo Insigne. Parliamo tanto di bandiere, critichiamo giustamente Lukaku che prima bacia la maglia e poi alla prima occasione utile se ne scappa a Londra ma per mezza volta dobbiamo metterci anche nei panni dei calciatori. Insigne è un figlio di Napoli, con il cartellino del Napoli ha vinto un Europeo ma se inizi la stagione in scadenza non puoi che finirla male. E' stato bistrattato dal suo Presidente che non vuole dargli quello che merita nel suo ultimo contratto vero da top player. Se De Laurentiis crede che Insigne debba togliersi dei soldi solo perché è napoletano e gioca nel Napoli, allora, ha fatto male qualche calcolo. Insigne è giusto che fino all'ultimo giorno faccia il professionista ma se può chiudere meglio la sua carriera allora vada. Ai tifosi bisognerà spiegare la strategia del Presidente che non cerca il dialogo e accetta di iniziare la stagione con il suo calciatore simbolo in scadenza. Spalletti a Roma ha fatto smettere Totti, oggi ha la grande carta del riscatto: fare il contrario, essere decisivo per far sedere al tavolo giusto Insigne e De Laurentiis.
Partita meno complessa, almeno in apparenza, quella tra la Juventus e Dybala. Quando si va troppo per le lunghe sicuramente non è un bel segnale ma la volontà di entrambe le parti è quella di continuare. Decisivo è stato il ritorno di Max Allegri che giustamente crede tantissimo nell'argentino e, forse, è uno dei pochi che dà più importanza a Dybala che a Ronaldo, da allenatore aziendalista. La Juventus, però, deve fare in fretta a sistemare il centrocampo. Domenica si gioca a Udine e siamo ancora punto e a capo. Bisognava fare prima gli interventi, ormai il ritardo c'è ma almeno che le trattative avviate si concretizzino in questa settimana.
L'Inter si è divisa su Lukaku. Il popolo interista in parte ha capito, l'altra parte (70%) non ha perdonato. I calciatori passano, le maglie restano. Sbagliano i tifosi a fare cori, striscioni e murales ai calciatori. Un tifoso, ormai, non si può più legare ad un singolo campione. Vedete anche la storia di Messi a Barcellona. Il giorno prima piangeva, in Spagna, il giorno dopo sorrideva felice in Francia. Chissà che cosa sarà successo su quel volo privato Barcellona-Parigi.
L'Inter deve, però, pensare a non indebolirsi troppo. Bene l'arrivo di Dzeko ma avanti serve altro. Lukaku valeva mezza squadra e faceva girare bene anche Lautaro. Non hai perso solo il belga, hai perso l'80% della coppia. Lautaro continuerà a fare gol perché ce l'ha nel dna ma avere Dzeko come spalla non sarà la stessa cosa di avere una spalla perfetta come Lukaku.


